Due rapine in banca a Palermo e Catania: l’allarme lanciato dalla FABI




 L’allarme era stato lanciato dalla FABI di Palermo pochi giorni fa: rapine in Banca in diminuzione su scala nazionale ma in recrudescenza in Sicilia. E questo inizio d’anno non smentisce questo dato infelice con due colpi già portati a termine in due settimane.

Catania, è da poco passato il Capodanno e i rapinatori si introducono dal muro perimetrale nei locali di una filiale Unicredit in prossimità dell’ora di pranzo. In pochi minuti arraffano il contante presente e si danno alla fuga. Ieri a Banca Intesa a Villabate (in provincia di Palermo) in corso Vittorio Emanuele sono entrati due rapinatori armati di taglierino e hanno portato via circa 15.000 euro.

Ovviamente sugli episodi indagano le Forze dell’Ordine – afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI e Responsabile Salute e Sicurezza FABI Palermo  ma è impensabile che il problema si risolva facendo affidamento solo sul valido lavoro di prevenzione e di indagine di Polizia e Carabinieri. Non che le Banche non investano in sicurezza, ma inutile sbandierare spese di oltre 500 milioni di euro in misure di prevenzione a livello di sistema bancario se poi, in alcune aree del Paese (la Sicilia è tristemente fra queste) si ripetono episodi criminosi a distanza così ravvicinata.”

“Avevamo da poco diffuso i dati del report 2022 dell’Ossif (che fanno riferimento al 2021) che evidenziano una diminuzione del 26,9% rispetto al 2020 (da 119 a 87) ma con grosse differenze territoriali. Infatti ricordiamo che la Sicilia è al terzo posto per numero di rapine (16) dopo la Lombardia (20) e il Lazio (anche qui 16) e, purtroppo, è al primo posto se si considera il livello di rischio con un valore di 1,4 rapine ogni 100 sportelli (rispetto al 1,5 del 2020).

Entrando nello specifico dei territori, con un occhio all’Isola, dopo Roma (16 colpi) e Milano (10), troviamo al terzo posto Catania con 8 rapine (erano state 6 nel 2020).

Brutte notizie per Catania, Messina e Caltanissetta anche osservando l’indice di rischio (rapine ogni 100 sportelli): al primo posto troviamo Catania (3,4 rapine ogni 100 sportelli), seguita al secondo posto da Messina (2,0 colpi ogni 100 sportelli) e da Caltanissetta al quinto posto con 1,5 rapine ogni 100 sportelli.

Le parole non bastano più: c’è un trend negativo che verrà fuori dall’analisi dei dati del 2022 e questo inizio del 2023 non fa ben sperare. I rapinatori stanno tornando alla grande alle “vecchie abitudini”.

Occorre migliorare l’organizzazione della sicurezza, adottare nuove strategie antirapina, dotare le filiali di sistemi sempre più sofisticati e soprattutto aumentare massicciamente il budget da destinare alla sicurezza.

Inoltre è fondamentale, nei casi più critici, ripristinare e aumentare la guardiania armata che costituisce il deterrente principe per i malintenzionati e che è stata drasticamente ridotta per ridurre i costi, al di là delle favole che la tecnologia possa sostituire la presenza dell’occhio vigile dell’uomo.

La tecnologia può solo essere complementare all’indispensabile presenza, dove occorre, delle guardie giurate. La FABI non abbasserà la guardia e mette al primo posto la sicurezza di dipendenti e clienti”.

 


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