Un messaggio di solidarietà: un sorriso per Aurora, la comunità si mobilita per salvare la piccola madonita




Sono vari i messaggi di solidarietà e gli appelli che, da settimane, vediamo circolare su Facebook in aiuto di Aurora, una bambina di Polizzi Generosa che sta affrontando una malattia rara che da tempo non le ha permesso più di camminare, di parlare, di vivere serenamente con la spensieratezza che dovrebbero avere tutti i bambini, di continuare a crescere libera, totalmente felice.

La causa è determinata dalla mutazione del gene IRF2BPL, associata a problemi neurologici.

Pawel Lisowski, medico polacco che in Germania da anni è a capo di una ricerca su questa mutazione, sui disturbi del neuro-sviluppo.  I genitori lo hanno contattato. È a Berlino che potrà ottenere probabilmente una cura. A tale scopo vengono utilizzate cellule staminali e modelli organoidi in vitro da esse generati, che consentono una precisa fenotipizzazione e analisi delle malattie che consentono di indagare le modalità di azione dei farmaci sulle cellule del cervello in modelli organoidi.

Ciò, comunque, non dovrebbe mai accadere. Mai la vita dovrebbe rubare qualcosa privandola all’innocenza. Ma ma è qui che si vuole battere, al non arrendersi, a offrire speranza, a dare possibilità ritrovando un sorriso da tenere stretto affinché venga restituito ciò che spetta ad ognuno: la possibilità.

Il coraggio di Aurora e della sua famiglia è stato fortificato dalla sua stessa società a partire da Polizzi fino ad estendersi a tutte le Madonie andando anche oltre perché la storia di Aurora ha toccato tante persone e anche su Rai 3 si è parlato di lei.

 La forza nella difficoltà sta a volte proprio in questo, in chi sta accanto, in chi c’è ed abbraccia la sofferenza degli altri come la propria diventando sostegno, pilastro, speranza. 

Aurora ce la farà a superare questo momento perché probabilmente avrà avuto solidarietà, affetto accanto fondamentale: l’amore di una famiglia senza confine che la sta affiancando in questa lotta verso il ritorno alla normalità. Alla sua. Un messaggio grande che possa servire anche ad altri.

Su “Largo Ponte” una pagina Facebook si possono già trovare tantissimi video (che abbiamo raccolto nel video che di seguito vi proponiamo), testimonianze di persone che hanno già dato il loro contributo per Aurora ed è possibile che anche altri, come loro, possano essere così preziosi con altri contributi spendendo una piccola donazione spontanea di ciò che è possibile offrire in aiuto per ricoprire le spese mediche necessarie per la piccola.

È una presenza che ognuno può dare, un gettone di speranza poiché le cure mediche sono molto costose ed è per questo che serve collaborazione e sensibilità per cercare di restituire ciò che la natura ha sottratto. Per contrastarla. Sono stati creati i vari eventi tra gli ultimi, Petralia Sottana, per la festa dei Sapori D’autunno, è stato creato un momento molto bello per Aurora dove attraverso il gioco, in uno spettacolo dedicato presso il Cine- Teatro Grifeo, ad Aurora è stato manifestato l’affetto di tanti bambini che sono stati con lei e trascorso insieme un pomeriggio piacevole che assieme ad altri volontari sono stati in grado di farle vivere un momento di gioia, di spensieratezza che la fantasia comune di un bambino dovrebbe sempre mantenere. 

 In poco tempo la gente ha dato il suo contributo, manifestato la propria presenza con più contributi, trovando tutte le idee possibili sfruttando anche le proprie capacità e possibilità, propensioni.

Un lavoro di squadra che ci fa comprendere il senso della vita che non è fine a se stessi ma un vivere chi si accosta al cuore dell’altro. Ci sarebbe solo vuoto in ognuno di noi se non ci si aprisse all’altro, se non si vivesse anche per i bisogni dell’altro. Tendere una mano completa perché è questo che dà pienezza, che dà senso al nostro stesso esistere da esseri sociali, pellegrini di questo mondo.

E questo, fortunatamente, in questi piccoli paesi è ciò che ancora esiste, che si sente con sensibilità non creando abbandono o isolamento dalle realtà tristi in cui, spesso, si è immersi perché nelle linee generali, in questi tempi forse troppo moderni, c’è troppa tendenza apatica finalizzata ad un egocentrico isolamento verso se stessi, al solo raggiungimento delle proprie ed uniche soddisfazioni centralizzate al successo dei propri benefici, alle proprie gioie e solo passivamente si agisce in società. Accade con amarezza che le situazioni di sofferenza degli altri non sempre sono prese a cuore dalla gente, che i problemi degli altri sembra che non riguardino se non chi li vive in prima persona diventando invisibili alle richieste d’aiuto dove tanti sono passivi sperando che poi ci siano altri ad intervenire ,a venire in aiuto. Pochi i sammaritani rimasti.

Si assiste così molte volte ad episodi d’indifferenza, di egoismo anche se non è questo è stato insegnato. Ma il mondo non sempre risponde con l’amore, con l’altruismo, troppo chiuso al materialismo, alla convenienza, ispirato dall’ipocrisia ed inclinato al proprio vivere personale. Questa dimostrazione invece è già una salvezza estesa a più campi. È gioia nel vedere una società caritatevole e compassionevole che si opera, che si dona, che si porge nell’immediato, che lotta vicina, contribuisce, in contrapposto alle negligenza della mentalità schiva che si oppone facendo differenza sulla maggioranza, sul generale. 

Questo dimostra che anche i piccoli luoghi sono davvero una famiglia, che i piccoli centri contengono quell’umanità che non si è persa. Ci saranno luoghi economicamente più evoluti, all’avanguardia, tecnologici, progressisti ma se non si mette l’uomo nel suo singolo, al centro, se non si mette il rispetto, l’aiuto reciproco, non si sarà mai tesi realmente al futuro, al domani, andando avanti costruendo significativamente. 

Non sempre serve conoscere fisicamente una persona per porgere il proprio aiuto. Forse bisogna entrare nella concezione che quando un qualsiasi uomo necessita un aiuto, bisogna tenere l’orecchio, essere sempre pronti a rispondere porgendo l’altra mano.

 

 


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