Valencia: convegno internazionale “Maria Attanasio, 40 anni di Bifronte scrittura disobbediente”




” Il 14 e 15 ottobre si è tenuto a Valencia il convegno internazionale “Maria Attanasio, 40 anni di Bifronte scrittura disobbediente “. Con gli occhi verdi sorridenti e ironici,quasi a dichiarare il proprio stupore e un fanciullesco piacere , Maria Attanasio apre i lavori.

Irene Romera Pintor ,docente di Filologia Italiana all’Universita’ di Valencia ,organizzatrice del Convegno, ha evidenziato che quest’evento ha permesso vari momenti di articolate riflessioni sulla vasta e importante opera di Maria Attanasio. ” Scrittora ” siciliana ossuta e disobbediente ,voce di un “ singolare collettivo” divenuto internazionale.

Miguel Angel Cuevas,docente di italianistica dell’Università di Siviglia e ideatore del convegno, ha introdotto l’operapoeticadell’Atttanasio.Una puntuale analisi del” Testo Poetico” ha svolto Rosalba Galvagno( Universita di Catania) ,Giovanni Miraglia ( archivio di Stato di Catania) ne ha illustrato i temi storici e Sebastiano Burgaretta (poeta ed etnologo) ha parlato della poetessa come “madre di poeti e libertà “. Su Maria Attanasio ” narratora ” sono intervenuti Dario Stazzone ( presidente ” Dante Alighieri” di Catania ),Trinidad Duran (università di Siviglia) ,Nicolò Messina (università di Valencia) ,Giuliana Adamo ( Trinity college Dublino), Giovanni Albertocchi (Universita di Girona).Hanno presieduto i lavori Pintor Cecareo Calvo e Jan Carlos De Miguel ( università di Valencia.)

Il convegno, inteso come ” luogo di riflessione” sull’intera opera dell’Attanasio ha permesso di esplorare le relazioni tra poesia e musica con Cosimo Colazzo (conservatorio di Trento) che ha presentato la sua ” Francisca” tratta da ” correva l’anno 1668 ” .Le relazioni tra narrativa e cinema sono state ricordate attraverso il documentario che Alessandro Aiello e Giuseppe Di Maio hanno dedicato a Maria Attanasio nel 2011
.La Biscrittora ,poeta e narratora ,ha concluso i lavori parlando del suo continuo “travestirsi “ narrando, e del “ prendersi cura “ dei propri personaggi affiche’ la laro verita oscurata dalla storia , possa essere riconosciuta : rendere con le parole la vita ” a vite cancellate “ , entrare nelle crepe oscure del vissuto di ” storie dimenticate .

Margherita Francalanza


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