Alga tossica in provincia di Palermo: divieto di balneazione a Capaci e Isola delle Femmine



Divieto di balneazione nei mari di Capaci e Isola delle Femmine.

La causa sarebbe la ricomparsa dell’alga tossica, a seguito di campionamenti mirati proprio alla verifica della presenza dell’ostreoptis ovata.

É stato rilevato un superamento della concentrazione del limite possibile nelle acque di mare.

A Terrasini invece torna balneabile il mare nel tratto di costa della spiaggia Praiola.

I rispettivi sindaci di Capaci e Isola hanno già emanato da ieri pomeriggio un divieto di balneazione temporaneo.

L’associazione ambientalista LiberAmbiente lancia una frecciatina: «Forse la prossima volta prima il sindaco prima di rilasciare dichiarazioni affrettate farebbe meglio ad attendere qualche ora in più al fine di poter meglio comprendere le cause di un colore dell’acqua non troppo limpido».

Da evidenziare che l’unità operativa Area Mare di Arpa Sicilia, l’agenzia regionale protezione ambiente, da quest’anno effettuerà un monitoraggio mensile sulla presenza della cosiddetta alga tossica nei territori di Capaci e Isola delle Femmine.

A Capaci per il mese di giugno, il risultato è stato pari a 55.868 cellule  per litro, ben oltre il limite ammesso per legge che è fissato in 30 mila.

A Isola delle Femmine invece la concentrazione è stata di 34.160 cellule per litro. E’ stata l’agenzia regionale per la protezione ambiente che ha segnalato il superamento di questi valori ai due Comuni della provincia palermitana proprio con l’obiettivo di istituire un divieto di balneazione temporanea.

A Terrasini Praiola torna balneabile

Torna invece balneabile la spiaggia Praiola a Terrasini che si affaccia sul lungomare Peppino Impastato.

In 48 ore dalla segnalazione della perdita di liquami da un canale sovrastante attraversato dalla fognatura è stata già effettuata la riparazione.

Ieri pomeriggio il sindaco, Giosuè Maniaci, ha provveduto alla revoca dell’ordinanza di divieto di balneazione dopo l’ultimazione degli interventi di riparazione della perdita fognaria, accertando che non vi erano infiltrazioni sul costone


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