Premio Lions “Santu Baddaru”: si rinnova la tradizione nella chiesa di Sant’Orsola, presentati cinque nuovi soci FOTO E VIDEO




A volte il legame tra una persona ed un luogo può essere tanto forte da andare oltre la stessa morte e sopravvivervi per sempre nel ricordo di coloro che furono testimoni di quel fortissimo legame.

Ogni anno a Termini Imerese quel rapporto speciale fatto di solidarietà e carità cristiana, una sorta di “feeling della sofferenza”, viene vivificato e “ripercorso” attraverso la memoria sociale di tutta una collettività che non dimentica un personaggio come “Santu Baddaru”, tanto umile quanto grande, che si è distinto per straordinaria generosità e grandissimo carisma.

Avere memoria delle proprie radici significa anche non dimenticare quei personaggi, figli della storia, che hanno “segnato con le loro scarpe consunte” un’epoca, un luogo… in modo indelebile. (G. Catanzaro e Z. Navarra)

 

Nella splendida cornice della chiesa di Sant’Orsola di Termini Imerese si è svolta ieri la cerimonia di premiazione del premio “Santu Baddaru”, organizzato del Lions Club Termini Imerese Host, guidato da Maria Pia Cafiso, in collaborazione con la parrocchia di Maria Santissima della Consolazione, per volontà del parroco don Enrico Campino che ha inserito l’evento nel programma dedicato alla settimana eucaristica. 

 

Alla cerimonia hanno partecipato il Past Governatore e socio fondatore dr. Franco Amodeo; il Presidente della 1ª circoscrizione dr Ettore Amodeo, i Past Presidenti Giuseppe Boscarino, Raimondo Pilato, Salvatore Mantia e Mimmo Minà, la segretaria avv. Anna Rita Cosentino e la consigliera dr. Laura Mangiafridda.

Dopo la santa messa si è svolta la cerimonia d’investitura di cinque nuovi soci: l’Arch. Dario Genuario e la moglie Dr. Valeria Indovina di Termini Imerese; l’avv. Cettina Bruno di Cefalù; la prof. Marianna Piazza e il Dr. Giuseppe Piazza, entrambi di Trabia. 

Il premio “Santu Baddaru”, edizione 2022, è stato assegnato al Maggiore Annamaria Tribuna della 46esima Brigata Aerea di Pisa per «lo straordinario salvataggio di un centinaio di persone, tra italiani e civili afgani, operato, nell’agosto del 2021, all’aeroporto di Kabul, effettuando con il proprio velivolo, con grande sangue freddo, una manovra evasiva per schivare i colpi di mitra dei Talebani».

Consegnati anche i premi ai termitani Rosario Quattrocchi e Pietro Piro per le edizioni del premio “Santu Baddaru” 2019/20 e 2020/2021, le cui cerimonie di premiazione non sono state realizzate causa Covid. 

Rosario Quattrocchi con la seguente motivazione: «Importante punto di riferimento AIL sul territorio, per il contributo alla ricerca, per il supporto ai pazienti che devono affrontare la drammatica malattia e per l’accoglienza dei loro familiari».

Il premio assegnato va anche a Pietro Piro «per lo straordinario ed infaticabile impegno nell’aver creato un luogo di confronto e relazione in un’area della nostra città che versa in situazioni di difficoltà. Lodevole la scelta della via della cultura per il contrasto a tutte le forme di povertà. La biblioteca non solo come luogo di libri ma come incubatore di comunità. Grazie a Pietro Piro per aver ideato un percorso nuovo che passa attraverso l’ascolto di richieste e desideri, l’attivazione di sè e dell’altro, lo sguardo progettuale sui processie per aver realizzato il progetto “Il libro…pane per la mente” con tutti i ragazzi delle scuole della nostra città. La biblioteca “Veni Creator Spiritus” luogo di emancipazione e futuro».

Maria Pia Cafiso, presidente Lions Termini Imerese Host

«Il Lions club Termini Imerese Host ringrazia il parroco don Enrico Campino per aver concesso che all’interno del programma della settimana eucaristica venisse svolta la cerimonia di consegna del premio Santu Baddaru che, causa Covid 19, non abbiamo potuto svolgere nei due anni precedentiha affermato l’avvocato Maria Pia Cafiso, presidente del Lions Termini Imerese Host -. Abbiamo deciso anche, in occasione di questo importante momento, di formalizzare l’ingresso di cinque nuovi soci, in considerazione che la cerimonia della giornata dell’Investitura, sempre a causa dell’aumento dei contagi,

è stata più volte posticipata e adesso fissata per il giorno 7 maggio pv ,in seno al Congresso Lions distrettuale che si terrà a Catania – ha concluso l’avvocato CafisoIl nostro prestigioso Club quindi si arricchisce di nuova linfa, di personalità e professionalità che daranno apporto alla crescita del Club, con il loro personale contributo alle iniziative e attività di solidarietà programmate dal Club». 

Il video 

Le foto 

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Chi era Santu Baddaru e il premio istituito dai Lions

Ogni anno i Lions della Città si danno appuntamento per celebrare la memoria di Gaetano Vincenzo Impallària, popolarmente conosciuto come Santu Baddàru Santu Baddària, sacerdote termitano, morto in fama di santità.

Vincenzo Gaetano Impallària nacque a Termini Imerese il 23 luglio 1654 da Antonino Impallària e Rosalia Albacino. Morì l’8 febbraio 1699 a soli 45 anni. I suoi resti mortali riposano nelle catacombe della Chiesa di S. Orsola.

Figlio di piccoli armatori, fu sacerdote dotto, rettore della chiesa di S. Orsola, commissario ordinario del Tribunale del Santo Uffizio, vicario foraneo, protonotaro apostolico e governatore della cappella del SS. Sacramento della Maggiore Chiesa di Termini Imerese.

Tutta la vita di Gaetano Vincenzo Impallària si può sintetizzare in una sola parola; una parola di cui oggi, purtroppo, molti ignorano il significato e il valore: servire.

Così egli volle la sua vita: un continuo, silenzioso e impegnato servizio alla Chiesa, ai poveri, agli emarginati e agli ammalati del quartiere Rocchecelle. Un servizio vissuto con grande generosità d’animo. Insomma un sacerdote dal cuore tenero, di grande carità e pietà, un campione dell’apostolato della sofferenza.

Fu curatore delle anime della Compagnia di S. Orsola e dell’Orazione della Morte detta anche dei Neri, dal colore nero dei costumi indossati dai confrati nelle cerimonie, perché è il richiamo alla morte, rappresentata con il teschio, simbolo della caducità della vita umana.

Fondata a Termini Imerese il 6 febbraio 1569, sotto l’influsso della dominazione spagnola, la Compagnia dei Neri** venne aggregata, come quella di Palermo, alla Compagnia dei Neri di Roma, sorta nel 1538, auspice il cardinale Federico Borromeo, cugino di S. Carlo.

I criteri di ammissione alla Compagnia erano rigidi e comuni a tutti gli statuti: limiti di età, provenienza sociale (nel nostro caso armatori, capomastri, mercanti, pescatori), carattere mite e condotta non comune di cristianesimo vissuto, erano richiesti a coloro che volevano farvi parte.

Essa si occupava di opere di misericordia, come la elargizione di elemosine, l’assistenza ai bisognosi, il conforto spirituale ai carcerati e ai moribondi, la sepoltura dei morti, il suffragio dei defunti e la ricerca di ogni bene spirituale per l’anima del confrate. Questa fu la vita di Gaetano Vincenzo Impallària, sotto il cui occhio vigile i confrati della Compagnia si obbligavano a una vita strettamente cristiana, all’osservanza del cerimoniale e a partecipare ad ogni celebrazione religiosa.

La tradizione tramandata fino a noi ricorda che, dopo la sua morte, egli si inerpicasse faticosamente, durante la notte, tra le ripide viuzze e i vicoletti del quartiere Rocchecelle, ubicato tra le chiese di S. Orsola e dell’Annunziata, a confortare ancora gli afflitti e i bisognosi, consumando le suole delle scarpe.

Così i devoti, l’otto febbraio di ogni anno, nell’anniversario della sua morte, portavano un paio di scarpe nuove che andavano a sostituire quelle consumate.

Si racconta ancora che un pover’ uomo, spinto dal bisogno, avesse rubato le scarpe nuove dalla tomba di Santu Baddàru. Venuto in sogno al ladro, Santu Baddàru lo rimproverò dicendogli di riportare le scarpe sottratte al loro posto e di rivolgersi a Patri Pippinu, il canonico Giuseppe Battaglia, beneficiale della chiesa di S. Orsola, il quale avrebbe provveduto a donargliene un paio nuovo.

Nell’anno sociale 2002-2003, presidente Mariano Barbàra, il Lions Club Termini Imerese, in perfetta sintonia d’intenti con il sacerdote termitano, ha istituito il “Premio per la solidarietà Santu Baddaru” consistente in una somma di denaro assegnata nel periodo pasquale a famiglia, comunità o persona che si distingua per iniziative solidali condotte a favore dei più bisognosi: un atto che perpetua la volontà costante del sacerdote di prendersi affettuosa cura degli “ultimi”.

Per rispettare la tradizione, infine, i Lions portano ogni anno presso la sua tomba un paio di scarpe nuove, simbolico e significativo omaggio alla sua memoria. (Domenico Campisi)

 


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