Elda Pucci, soprannominata “la dottoressa dei picciriddi di Palermo”

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Fu sindaca del capoluogo siciliano dall’aprile 1983 all’aprile 1984, prima donna di una grande città italiana.

Durante il suo mandato per la prima volta il comune di Palermo si costituì parte civile in un processo di mafia. 

Durante la campagna elettorale del 1985 per l’elezione del consiglio comunale subì un attentato: la sera del 20 aprile due cariche di esplosivo da 25 chili fecero saltare in aria la sua villa di Piana degli Albanesi; l’esecutore fu Balduccio Di Maggio, con Vito Brusca e Vincenzo Milazzo, su ordine di Bernardo Brusca e Totò Riina.

Alle amministrative di quell’anno fu la più votata con 21.000 preferenze, ma i leader DC le preferirono come sindaco Leoluca Orlando,  e restò in consiglio comunale fino al 1990. Elda Pucci si candidò nel novembre 1993 nelle prime elezioni dirette del sindaco, ma venne sconfitta da Leoluca Orlando. 

Fu presidente nazionale del Soroptimist Club d’Italia (1987-1989). Subentrò come deputato al Parlamento Europeo nel marzo 1992, dopo essere stata candidata alle elezioni del 1989 per la lista del PLI-PRI-FED.

Membro della Commissione per i bilanci e della Delegazione per le relazioni con le Repubbliche di Jugoslavia fino al 1994. 

Soprannominata “lady di ferro” per la determinazione con cui lottò contro la mafia, morì a causa di un male incurabile che la tormentava, in pochi mesi. 
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