Omicidio Roberta Siragusa: verso la chiusura delle indagini, nuovo appello di mamma Iana

“Ti auguro, che tu oltre mia figlia, non debba avere più vita, dovrai essere riconosciuto e ricordato solo per quello che hai fatto, solo per quello che mi hai tolto”

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Non si dà pace la mamma di Roberta Siragusa, la giovane diciassettenne caccamese, il cui corpo senza vita, è stato ritrovato in contrada Monte Rotondo a Caccamo la notte tra il 23 ed il 24 gennaio scorso. Per la morte di Roberta è stato arrestato l’ex fidanzato Pietro Morreale, il diciannovenne caccamese che ora si trova in carcere a Palermo.
«Vorrei avere piena fiducia nella giustizia, ma ci sono dubbi che angosciano le mie notti.
La strada per il perdono è lontana, perché non si può perdonare chi non si fa neanche carico delle proprie responsabilità…E sapete questa in me è vissuta come un’altra tortura in tutta questa tragedia. Neanche la peggiore delle pene restituirebbe ai miei occhi il volto di mia figlia». Con queste parole inizia il post di mamma Iana sulla pagina Facebook Verità e giustizia per Roberta Siragusa.
«Ma una cosa da oggi la pretendo, il tuo volto deve essere ricordato tanto quanto il suo.
Deve stare lì al suo fianco – aggiunge Iana Brancato -. Lei, che hai fatto divenire immortale deve essere ricordata anche come martire di un amore che tu non meritavi. Unica cosa che ti auguro, che tu oltre mia figlia, non debba avere più vita, neanche se dovessi uscire a cinquant’anni… Tu dovrai essere riconosciuto e ricordato solo per quello che hai fatto, solo per quello che mi hai tolto».

Verso la chiusura delle indagini, adesso si attende la verità

Gli inquirenti stanno completando il riordino delle attività e delle complesse ed articolate indagini. All’esito del cospicuo lavoro e di una informativa finale che ne riassumerà tutti gli esiti,  verrà notificato  l’avviso di conclusione indagini.

«Il quadro probatorio ci ha fatto maturare un’idea esatta sul tragico evento  – ha affermato l’avvocato difensore della famiglia Siragusa, Giuseppe Canzone – confidiamo in questa evoluzione procedimentale per arrivare alle attività processuali e giungere finalmente alla verità».

Lo scorso mese di giugno, a conclusione della fase dell’incidente probatorio, il perito di parte Manfredi Rubino e gli avvocati Giuseppe Canzone e Sergio Burgio, hanno affermato: «Esclusa azione suicidaria o accidentale. Ci immaginiamo che, a breve, verrà notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e, verosimilmente, la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di omicidio da parte del pubblico ministero nei confronti di colui che risulta essere al momento l’unico indagato». 

Intanto, non sono mancate a Caccamo iniziative per tenere vivo il ricordo della dolce Roberta, fortemente volute da mamma Iana, papà Filippo e dal fratello Dario che continuano a chiedere verità e giustizia per la giovane uccisa a soli 17 anni. 


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