I Carabinieri e i reparti specializzati (NIPAAF e NIL) hanno denunciato un 66enne a Balestrate. Trovate gravi violazioni: assenza di AUA, Mancanza del DVR e impiantistica non a norma. Sanzioni per 19mila euro.
Prosegue a ritmo serrato l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri in provincia di Palermo, con particolare focus sulla tutela dell’ambiente e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un’operazione mirata ha portato alla denuncia in stato di libertà dell’amministratore di un’azienda attiva nel settore del rimessaggio, della riparazione di imbarcazioni e dell’assistenza ai motori marini.
L’intervento è stato condotto dai Carabinieri della Stazione di Balestrate, in stretta sinergia con i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo (N.I.P.A.A.F.) e i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Palermo.
Assenza di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) e scarichi illeciti
Durante le ispezioni all’interno del cantiere e della struttura aziendale, le forze dell’ordine hanno riscontrato gravi difformità legislative di natura ambientale. In particolare, l’azienda operava in totale assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), titolo indispensabile per la gestione e il controllo delle emissioni in atmosfera e per lo scarico dei reflui industriali derivanti dalle lavorazioni e dalla manutenzione delle imbarcazioni.
Carenze sulla sicurezza dei lavoratori: mancavano DVR e RSPP
Oltre agli illeciti ambientali, il controllo dei Carabinieri del NIL ha portato alla luce un quadro critico sul fronte della sicurezza aziendale e della tutela dei dipendenti. Tra le violazioni contestate:
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Mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
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Mancata nomina del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e del Medico Competente;
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Omissione della sorveglianza sanitaria: i lavoratori non erano stati sottoposti alle visite mediche obbligatorie;
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Assenza di conformità degli impianti elettrici e presenza di un impianto di videosorveglianza installato senza le prescritte autorizzazioni.
Sequestro dell’area e sanzioni per 19.000 euro
Alla luce delle irregolarità emerse, i militari dell’Arma hanno apposto i sigilli all’intera area interessata dall’attività di rimessaggio, ponendola sotto sequestro giudiziario.
Contestualmente sono state elevate ammende e sanzioni amministrative per un importo totale di circa 19.000 euro. Il titolare dell’impresa, un 66enne del posto già noto alle forze dell’ordine, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica competente per i reati ambientali e per le violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.


