A Carnevale ogni scherzo vale. Annunciato il burlesque referendum.

Non si accetta ancora la nuova collocazione degli uffici comunali oggi siti davanti alle Poste. L’ampio edificio scelto gode di sale spaziose e funzionali, un’area parcheggio che consente praticità d’ acceso ed una bellissima vista panoramica che onora Polizzi. Del resto, un luogo dapprima non utilizzato che ha visto la luce del suo buon utilizzo.

L’antica sede, già da tempo, si è  trasformata in Palazzo della Cultura dove puntualmente vi risiedono mostre, incontri, eventi e tanto altro. Si è trattato di una separazione per consentire più attività. Non di una divisione frastagliata.

Questa decisione però, non da tutti è stata approvata e gradita, vista come non necessaria ed utile.

Comunica il sindaco di Polizzi Generosa, Gandolfo Librizzi:

“Apprendiamo la notizia della richiesta di accesso agli atti pervenuta al Comune e diffusa a mezzo social: alcuni impavidi e irreprensibili soggetti si preparano a richiedere il Referendum abrogativo, così si legge, “inteso a ripristinare gli uffici comunali nella loro antica sede, cioè nell’ex convento dei Gesuiti, luogo da sempre all’uopo deputato in ragione della sua imponenza e maestosità e nel rispetto della tradizione secolare”.

Ciò perché, questa la motivazione, “al momento gli uffici sono disseminati in ben quattro strutture, di cui due in ex locali originariamente adibiti ad abitazione privata, e quindi, non idonei ad essere utilizzati come uffici per la ristrettezza degli ambienti”.

I sottoscrittori (Barrancotto Marcello, Lo Verde Giuseppe, Marabeti Stefano, Albanese Mario, Gugliuzza Stefano e Madonia Gandolfo) chiedono pertanto “di conoscere ed estrarre copia di tutti gli atti amministrativi e quant’altro potrebbe essere oggetto del referendum”.

Meno male che siamo a carnevale, periodo nel quale ogni scherzo vale ed ognuno si veste della maschera più appropriata, perché altrimenti ci sarebbe da prendere la cosa molto sul serio data l’indecenza di mancanza di rossore (ecco perché a carnevale è accettata l’uso della maschera).

Tra i firmatari vi figura una sorta di capitan Spaventa (maschera caratteristica della tradizione genovese che si vanta di essere un abile combattente e che è presentata come sborone e vanaglorioso), l’ex pluridecennale Sindaco che chiede all’attuale Amministrazione di conoscere gli atti dei trasferimenti per proporre l’indizione di un referendum abrogativo per far ritornare tutto a dov’era prima.

Ecco la burla:

A. È del 17 novembre 2017 la Determina del Responsabile della Terza Area Tecnica con la quale, a seguito della nota del capitan Spaventa-Sindaco Lo Verde del 26 ottobre 2017, prot.10996, disponeva “il trasloco dell’Ufficio Tecnico presso i nuovi locali di Vicolo Orfanotrofio e Via Ruggero”, si approvava il relativo preventivo di spesa e si affidavano i relativi servizi.

ATTENZIONE: scriveva capitan Spaventa-Sindaco Lo Verde: “Si sottopone alle SS.LL. l’urgenza di utilizzare i locali di Vicolo Orfanotrofio e Dogana restaurati con fondi PIST […] per evitare conseguenze agli immobili stessi e renderli fruibili da parte della comunità”.

B. È del 13 febbraio 2020 la delibera di GM presieduta dal capitan Spaventa-Sindaco Lo Verde con la quale si dispone “l’atto di indirizzo immediatamente esecutivo dello spostamento degli Uffici comunali Area I e Area II dalla sede di Via Garibaldi, 13 presso l’immobile di proprietà comunale di Piazza G.B. Caruso”.

Ciò perché, si legga bene:
1. Vi è stato “un sopralluogo effettuato in data 14.12.2019 presso gli uffici Protocollo e Segreteria […] che ha constatato le pessime condizioni di ammaloramento e igienico-sanitarie (segni evidenti di umidità, infiltrazioni, cattivi odori, screpolamenti intonaco, infiltrazioni nelle finestre e soffitti che danneggiano i documenti e creano muffe”;

2. L’immobile sito in Piazza G.B. Caruso è stato oggetto dei lavori di “Rifunzionalizzazione ad uso pubblico, risultando idoneo ad accogliere i suddetti uffici”, ovvero, quelli dell’Area I e dell’Area II attualmente allocati al piano nobile del Palazzo Municipale, in via Garibaldi, 13.

Con detta delibera di Giunta si dà quindi “atto di indirizzo al Responsabile della Terza Area Tecnica affinché provveda all’organizzazione per lo spostamento dei predetti uffici dall’immobile di Via Garibaldi all’immobile di piazza G.B. Caruso”.

C. Tutti ricordano bene, poi, che una settimana prima delle elezioni amministrative del 2020, con strombazzar di trombe e fascia tricolore al collo (non era ancora carnevale), in grande quanto effimera pompa magna fu effettuata in fretta e furia l’inaugurazione dei nuovi locali comunali.

Dimentico di tutto ciò, capitan Spaventa, coinvolgendo al seguito altri sodali carnascialesche maschere, chiede all’attuale Amministrazione “di conoscere ed estrarre copia di tutti gli atti amministrativi (ordinanze, determine, ordini di servizio, lettere) che potrebbero essere oggetto del referendum che si ha in animo di indire”, atti che hanno disposto e attuato tali trasferimenti.

Non è da ridere? Capitan Spaventa chiede all’attuale amministrazione gli atti adottati da sé medesimo e dalla sua amministrazione!

Ma, si diceva all’inizio, siamo a Carnevale, e, non solo ogni scherzo vale, ma ognuno si veste della maschera più funzionale che più lo rappresenta in questa pantomima così inducendo i soggetti promotori a credere di avere un ruolo e una prova di esistenza in vita che altrimenti non avrebbero perché nessuno li considera fuori dal carnevale nel quale ognuno recita la sua parte in commedia.

Ci si chiede: ma com’è che tre anni fa la tradizione ultrasecolare, imponente e maestosa poteva essere cambiata e ora no? Tre anni fa capitan Spaventa disponeva il trasloco, anche “in due ex locali originariamente adibiti ad abitazione privata” (Vicolo Orfanatrofio e via Dogana, rectius Ruggero) e oggi, cambiato il Sindaco e l’Amministrazione, il firmatario della proposta referendaria contesta il suo stesso provvedimento?

Proviamo a indovinare: può essere che alla fine, sotto sotto, del paese e di chi lo abita a questi quattro cavalieri dell’Apocalisse mimetizzati nelle maschere carnevalesche, eroi del bene pubblico e degli interessi della collettività, non importa assolutamente nulla?

Per loro, l’importante è trovare un motivo per odiare e distruggere ciò che non va a genio. O meglio, CHI non va a genio. Fomentare la diffusione di maldicenze e falsità pensando di trarre vantaggio, alterare la realtà così traendo in inganno l’opinione pubblica. Altrimenti detto: avvelenare continuamente i pozzi della comunità di Polizzi pur di non mollare i tentacoli sul Comune che, purtroppo per loro, i cittadini hanno loro sottratto con il voto libero del 2020.

IMPORTANTE: c’è anche una sostanziale differenza fra la delibera della Giunta Lo Verde del 2020 e le scelte dell’Amministrazione di oggi, con una forte e chiara discontinuità.

Mentre Lo Verde disponeva il trasloco senza dire però cosa sarebbe diventato “il maestoso ex convento dei Gesuiti” lasciato vuoto a se stesso e senza adoperarsi per fare un minimo di manutenzione e progettualità per valorizzarlo, l’Amministrazione attuale ne ha fatto un punto di leva per l’intera comunità ottenendo per questo un finanziamento dal Ministero della Cultura di €1.600.000 con interventi importanti da realizzare all’interno del maestoso Palazzo che presto saranno avviati (sarà riqualificato tutto il piano nobile dove vi erano gli immondi uffici trasferiti altrove e anche la parte della biblioteca del secondo piano abbandonata a se stessa).

Se per pura casualità dovesse essere indetto questo referendum, chi pagherebbe i costi fin qui sostenuti per dare attuazione a una scelta avviata da capitan Spaventa?

Chi pagherebbe la perdita del finanziamento per l’impossibilità di realizzare il progetto presentato al Ministero della Cultura?

Chi darebbe i soldi per approntare i lavori di riqualificazione che sono in programma venuto meno il finanziamento?

In quel caso, la comunità tutta dovrebbe agire con una azione risarcitoria nei confronti di queste quattro carnascialesche maschere che vorrebbero provare a distruggere quanto giornalmente si cerca con fatica di costruire, solo per puro viscerale odio.

Ma siamo a Carnevale e tutto ciò è solo uno scherzo.

Mentre c’è chi si illude e illude con le mille maschere che porta come d’abitudine, pur dovendo un attimo fermarsi per analizzare le bizzarre quanto assurde e ridicole circostanze, l’Amministrazione Comunale continua a lavorare come ha sempre fatto nell’interesse di tutta la comunità, senza spargere odio e senza avvelenare i pozzi.

Buon Carnevale a tutti”.


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