Ampio dibattito questa mattina in Aula Consiliare di Collesano e numerosa partecipazione di interessati.

È sceso ancora in campo il deputato palermitano per difendere il territorio madonita abbracciando le numerose richieste, insorgenze e problematiche relative a tale situazione delicata ma alla stesso tempo in cui vanno prese decisioni e soluzioni ottimali e rapide d’intervento.

Un bel passo avanti oggi che incoraggia e vede vie d’uscita fattibili e concrete al problema.

L’Onorevole La Vardera ha moderato l’evento, ascoltato le note riportate dai sindaci presenti che verranno verbalizzate e il tutto sarà portato sulla scrivania del Presidente Schifani. Hanno partecipato sindaci e rappresentanti di Castelbuono, Scalfani Bagni, Collesano, Gangi, Campofelice di Roccella e Petralia Soprana.

Giovanni Battista Meli, sindaco di Collesano ha ben sintetizzato tutto ciò che è stato fatto in questi anni all’Onorevole La Vardera enumerando le iniziative. Il sovraffollamento degli animali selvatici negli ultimi anni è fortemente accresciuto. Un’unità ampiamente diffusa che non è più possibile quantificare. Danni registrati dai comuni sempre in parallelo aumento. Un problema che riguarda il territorio ma che si dirama ad interesse nazionale di ampio raggio dove ognuno ha e deve avere un ruolo specifico per affrontare la problematica.

 Note sul territorio aggiuntive in seguito ed uno sguardo anche al passato, una memoria importante da attestare.

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 Trattasi questo di un problema antico che non ha avuto una gestione adeguata e non controllata, già dieci anni fa che ovviamente non ha un’insorgenza recente.  Solo adesso si sta procedendo con interventi contrariamente a ciò che non era avvenuto prima. Mario Cicero, sindaco di Castelbuono aveva cominciato tempo addietro a fare delle ordinanze per l’abbattimento dei cinghiali  andando controtendenza rispetto ad altri sindaci più timorosi di andare incontro ad esiti e situazioni negative così come avvenne in effetti pure nel suo caso perché quando si agisce a tale riguardo se non c’è una certa tutela ed una normativa ben definita, ci si va a scontrare con le associazioni animaliste di cui il loro pare a tale proposito era finora rimasto totalmente all’opposto ed  ancora immutabile poiché vengono avanzate più  filosofie che non vanno ad affrontare il problema reale il quale di conseguenza non trova soluzioni appropriate.

Il percorso burocratico non è facile ed è stato sempre molto lungo ma si è riusciti ad ottenere per la prima volta, dopo anni, il Piano di abbattimento dei daini attivo fino al 2025 che potrà essere anche incrementato, migliorato. Il compito è del nuovo governo regionale ora e non più dei sindaci per procedere con cura ma efficientemente.

Chiede il comune di Collesano di poter potenziare quel Piano daini dal punto di vista organizzativo aumentando il numero di persone addette all’abbattimento perché poche unità non possono fare fronte ad un’ emergenza simile in un numero oramai non contenibile. L’ iter del Piano abbattimento cinghiali è stato invece più lungo e polemizzato. Le problematiche riscontrate sono state davvero tante.

Collesano e Castelbuono sono stati i comuni che hanno cercato di attivarsi subito. Ma il processo è complesso. Il  sindaco per agire, deve prima ricevere denuncia del cittadino di pericolo e avere una ” giustificazione utile” per procedere all’abbattimento con l’intervento dei cacciatori incaricati e formati.

L’assessore Corsaro è stato quello che ha indirizzato tutti i sindaci e fare in modello di ordinanza comune per mettere tutti i primi cittadini ad avere ” le spalle coperte”. Nonostante tutto si era presentata una sentenza della Cassazione che sosteneva che il sindaco avrebbe potuto fare l’ordinanza se il cittadino dichiarava di avere riscontrato la presenza dell’animale pericoloso all’interno della sua proprietà privata o di esserne stato attaccato, quindi andando poi ad agire in maniera isolata solo in quel caso e non in maniera estesa. Questi interventi sono risultati dei” tamponi ” in quanto, la popolazione dei cinghiali è cresciuta a dismisura. Seppur non presente alla conferenza, Angelo Merlino, è stato rimarcato che è stato l’unico presidente dell’ultimo ventennio che ha agito in maniera repellente senza preoccuparsi della cattiva pubblicità creata con le associazioni ambientaliste. Molti hanno avuto in passato paura delle loro reazioni facendo passi indietro. Merlino è andato sempre avanti scegliendo la giusta direzione e le decisioni necessarie in termini di priorità mettendo in movimento le ordinanze e facendole attivare anche in zona Parco, attualizzando pure il Piano daini poiché anche su questi animali non c’è purtroppo controllo per evitare possibili danni.

Avendo questi strumenti vanno così  fortificate le modalità intensificando le persone disposte a collaborare  in modo strutturale ed efficace ed  adoperando metodi regionali.

“Se il territorio se sta a cuore agli ambientalisti- sostiene il sindaco di Castelbuono-  va pure protetto in tutte le sue specie. Ci sono piante che o non crescono più o crescono con forme diverse da quelle tradizionali dopo aver incontrato i cinghiali. Se si andava alla ricerca delle piante antiche e se ne tentava la conservazione, tra non molto questo non sarà più possibile”.

L’Onorevole ha attenzionato ogni situazione territoriale esposta in ogni comune e spera ovviamente nella mediazione con le associazioni animaliste trovando insieme delle linee guida che accordino più pensieri e risolvano presto la questione.

Il confronto è importante. Sarebbe stato più soddisfatto se anche altri non presenti come Elena Pagana, assessore al territorio e all’ambiente ed altri avessero presenziato a tale giornata per discutere insieme, per essere uniti nella soluzione, compatti nei provvedimenti.

Prendere decisioni ragionate con senso anche di responsabilità attuando giuste norme chiare che mettano insieme tutte le prospettive  che creino una condizione affinché non ci siano più dei limiti per agire perché altrimenti non risulta ciò applicabile ed  attualizzabile sarebbe un grande inizio.  – sono le parole di Pietro Macaluso, Presidente dell’associazione dei Comuni e primo cittadino di Petralia Soprana- Bisognerebbe accettare che questa situazione è oramai fuori controllo e occorre avere a cuore chi vive nel territorio, chi lavora su di esso e ci vive. Questa sarebbe la procedura che possa permettere di migliorare ed agire, giungendo a una conclusione –precisa Macaluso– .  Arginare in maniera significa e non localizzata”.

Altre idee si uniscono e proposte. 

Il sindaco di Castelbuono vorrebbe infine coinvolgere più rappresentanze c’è L’Asp, potenziare le battute, aumentarne la frequenza, coordinare il tutto tra i sindaci, fare un’ordinanza unica,creare una sinergia che possa far avere buoni risvolti economici creando benefici lavorativi con una catena di commercio fra cacciatori, macellai ed aziende anche oltre i confini interessati alle carni. Tante le idee e soluzioni ben pensate ora c’è da mettere tutta questa ” carne sul fuoco”.

Video dell’incontro:

 

 

 

 

 


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