“A casa capi quantu voli ‘u patruni”: sul porto qualcuno ci prende in giro

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del “Comitato Città-Porto per un futuro sostenibile”

Condividi questo articolo




 
 
Dopo un allarmante articolo di Repubblica che ha annunciato l’invasione del porto di Termini Imerese da parte dei TIR provenienti da Palermo, è arrivata puntuale la smentita dell’Amministrazione Comunale.
L’Assessore alla Portualità Preti e la Sindaca Terranova nella smentita affermano: “Nel porto di Termini Imerese arriveranno soltanto i mezzi pesanti che trasportano i container, mentre il traffico ro-ro resterà a Palermo”; più avanti: “il nuovo DPSS parla chiaro, i mezzi pesanti che arriveranno a Termini Imerese sono solo il 4% del traffico di Palermo”. In altre parole, gli Amministratori affermano che l’attività del Porto di Termini Imerese sarà ridotta ad una sola nave Ro-Ro ed a un ridottissimo traffico commerciale di container.
 
MA ALLORA, CI CHIEDIAMO, SE IL TRAFFICO SI RIDUCE A UNA/DUE NAVI COMMERCIALI, A COSA SERVE TUTTO LO SPECCHIO D’ACQUA DEL PORTO CHE L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE HA RISERVATO AL PORTO COMMERCIALE?
ED ANCORA, SE LE NAVI COMMERCIALI SARANNO COSI’ POCHE, PERCHE’ ALLORA SI E’ RINUNCIATO AL PORTO TURISTICO PREVISTO DAL PRP/2004?
 
Cerchiamo di fare chiarezza.
UNA COSA E’ CERTA: NON E’ VERO CHE NEL DPSS STA SCRITTO CHE UNA SOLA NAVE RO-RO APPRODERA’ A TERMINI IMERESE, né che a Termini Imerese si sposterà solo il 4% del traffico commerciale di Palermo. Per chi volesse approfondire, vi rimandiamo al documento del DPSS che abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook, soprattutto alle pagine 109 e 112.
 
Vi invitiamo a portare un pò di pazienza e continuare a leggere il nostro post. E’ lungo, ma crediamo possa fornire un utile contributo di informazione e riflessione.
 
AFFACCIAMOCI DAL BELVEDERE
Affacciandoci dal Belvedere possiamo facilmente valutare la capacità del porto commerciale. Gli spazi sono immensi, le banchine commerciali sono lunghe più di un chilometro. E’ evidente la possibilità di ormeggiare ben più di due navi commerciali. Abbiamo allegato l’ormai famoso montaggio fotografico che mostra la portacontainer e le navi ro-ro ai lati.
 
COSA DICONO GLI ALTRI?
Abbiamo riletto le dichiarazioni di altri attori importanti della vicenda porto, molto più autorevoli di noi.
Il 31 ottobre sui social e il 1° novembre, sul giornale Repubblica Palermo, un articolo titolava: “ADDIO A TIR E CONTAINER, BENVENUTO A CROCIERISTI. LA RIVOLUZIONE DEL PORTO (DI PALERMO) INIZIA A FINE DICEMBRE”. Più avanti: “LA QUASI TOTALITA’ DEI MEZZI PESANTI SI IMBARCHERA’ E SBARCHERA’ NELLE BANCHINE DEL PORTO DI TERMINI IMERESE”, e poi “Termini Imerese è la soluzione perfetta per i container e i mezzi pesanti – sottolinea Pasqualino Monti – Non impatta sulle zone residenziali e commerciali (ma davvero?) e permette di raggiungere l’autostrada con facilità.”
 
 
Stando all’articolo, dall’anno prossimo, ogni anno, centinaia di migliaia di TIR e 15.000 container arriveranno a Termini Imerese, dentro la città, perché il porto commerciale si trova DENTRO LA CITTA’, nella sua attuale configurazione.
NESSUNA SMENTITA UFFICIALE CI RISULTA AD OGGI DA PARTE DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE, PASQUALINO MONTI. Abbiamo aspettato fino ad oggi prima di pubblicare la notizia, proprio in attesa di una sua smentita.
D’altronde, lo stesso P.Monti dichiarava, sempre a Repubblica Palermo, già nel 2017: “Il traffico merci verrà spostato dal porto di Palermo agli scali di Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle”.
 
E tutti ricordiamo le dichiarazioni del Viceministro G. Cancellieri, nell’aprile 2021, di fronte a Monti e al Presidente della Regione: “Termini Imerese, porto commerciale, con la paura della gente… una surreale riunione in cui alcuni consiglieri comunali ci chiedevano quante navi arriveranno, ma non per lamentare che fossero troppo poche, ma per lamentarsi che fossero troppe…noi vorremmo che fossero di più.”
 
Anche l’attuale Assessore alla mobilità del Comune di Palermo, il prof. M. Carta conferma, a settembre 2022, in relazione alle soluzioni al traffico dei TIR per l’accesso al porto: “Potenzieremo il porto di Termini Imerese e creeremo una sorta di area “triage” per i tir”. Lo stesso prof. M. Carta che è stato responsabile scientifico del DPSS.
 
Ma anche la precedente assessora alla mobilità nella giunta Orlando, J. Riolo, nel 2018 affermava: “Gli ottocento mezzi pesanti che ogni giorno attraversano il centro Palermo sono potenziali bombe che devono essere al più presto tolte dalle strade cittadine. Vadano a Termini.”
 
Tutti ricorderanno anche la famosa affermazione del candidato a Sindaco di Palermo F. Ferrandelli, nel settembre 2021, il quale, rispetto alla paventata proposta di un tunnel sottomarino a Palermo da oltre un miliardo di euro, proponeva: “La soluzione è trasferire il traffico dei TIR a Termini Imerese”
E così via…
 
Nessuno di costoro, tutti autorevoli esponenti della politica palermitana e regionale, ha mai smentito queste affermazioni. Né possiamo dire che non siano, per i loro ruoli, persone informate sui fatti.
Invece, il giorno dopo la pubblicazione degli articoli, arriva la smentita, prima, dell’Assessore alla portualità in Consiglio Comunale e poi della Sindaca Terranova, sui social e con un ulteriore articolo, sempre su Repubblica Palermo in cui viene minimizzata l’entità del traffico del Porto.
 
In verità, non solo Monti, ma neppure il giornalista smentisce il suo precedente articolo, dando piuttosto spazio alle dichiarazioni della Sindaca, che vorrebbe tranquillizzare i termitani.
 
MA INSOMMA CHI HA RAGIONE?
Monti, Cancellieri, Carta, Riolo, Ferrandelli e tutti i palermitani, hanno tutti preso un abbaglio?
 
COSA DICE IL DPSS?
Ebbene, noi siamo incapaci di trovare nel documento qualsiasi riferimento a limiti sul numero complessivo di attracchi navali, cosa che, peraltro, sarebbe assurda in un documento di programmazione strategica.
Di contro al paragrafo 5.1.3, Ob.2 (relativamente agli scenari strategici di medio termine -5/6 anni- per il porto di Termini Imerese), si afferma: “SVILUPPO DEL TRAFFICO MERCI CONTENITORI E RO-RO IN SINERGIA CON LE POLITICHE DI SVILUPPO SOCIOECONOMICO SOSTENIBILE DEL COMPRENSORIO”.
 
Abbiamo allegato la copia della pagina in fondo al post.
 
Il numero di attracchi commerciali si lega, dunque, come è ovvio alle politiche di sviluppo ed alla capacità del porto, che avranno sicuramente come decisore principale l’Autorità di Sistema Portuale. In numero degli attracchi è quindi prefissato? NO.
Lo scenario che ne ricaviamo, in definitiva, è molto più prossimo a quanto affermato da Monti, Cancellieri e Carta che a quanto prospettato dalla Sindaca.
E poi… dove sta scritto nel DPSS questo limite del 4% (ovvero solo i 15.000 Teu, i contenitori), riferito dai nostri amministratori? Da nessuna parte!
INSOMMA, IL DPSS PARLA CHIARO: NON E’ VERO CHE IL TRAFFICO COMMERCIALE SARA’ RIDIMENSIONATO, nè limitato da percentuali, anzi sarà “SVILUPPATO”. Quanto? in funzione delle esigenze di mercato e della capienza potenziale del porto, che, abbiamo visto, è ampia.
 
 
D’altra parte, sempre nel DPSS, al paragrafo 5: SVILUPPO DELLA STRATEGIA BASATA SU UNA VISIONE PROPULSIVA E INTEGRATA, a pag. 106, sta scritto nel paragrafo dedicato al porto termitano: “TERMINI IMERESE HA GIÀ OGGI GLI ELEMENTI CHIAVE PER POTERE PROGREDIRE NELLA SPECIALIZZAZIONE COMMERCIALE DELL’INTERA ADSP”.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
Una specializzazione commerciale con una sola o due navi?
Un vecchio detto siciliano recita, ‘A CASA CAPI QUANTU VOLI ‘U PATRUNI; si adatta perfettamente al caso del Porto di Termini Imerese.
E quante navi commerciali potrebbe potenzialmente ospitare il porto di Termini Imerese? lo abbiamo visto dal belvedere e lo abbiamo graficizzato nella planimetria allegata, realizzata sulla base della mappa n.28bis del DPSS. Le navi in rosso potrebbero essere navi commerciali:
una nave portacontainer attraccata al centro della banchina di riva;
due navi ro-ro sbarcano a destra e a sinistra della banchina di riva, lungo il molo Veniero (a nord) e il molo trapezoidale (a Sud), come già avviene;
una ulteriore nave ro-ro potrebbe sbarcare senza problemi sulla banchina di sottoflutto in corso di costruzione, che è stata progettata per essere destinata proprio al traffico commerciale (si, proprio così, nel progetto si chiama proprio “darsena commerciale”, niente di turistico, salvo varianti);
navi rinfusiere sul trapezoidale, come già avviene;
ulteriori navi rinfusiere (o ro-ro) sul molo di sopraflutto.
 
Qualcuno obietterà che nell’ultima versione del DPSS il molo Veniero (quello lungo la spiaggia) è stato destinato a parco urbano. Bene, ma può il fatto di aver colorato di verde il molo Veniero, impedire ad una nave traghetti di attraccare con la poppa sulla banchina di riva, avendo a disposizione mezza banchina per lo scarico dei TIR? Evidentemente no, come si vede dalla stessa planimetria che abbiamo rielaborato. Un parco urbano, per altro, tutto da venire, per ora non finanziato dal PNRR.
Dunque, quante navi ci stanno nel porto di Termini Imerese? Parecchie, è evidente. Ne contiamo SETTE, potenzialmente.
E sarebbe stato strano il contrario: CHE SENSO AVREBBE INVESTIRE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO PER UN PORTO CON UN CHILOMETRO E MEZZO DI BANCHINE COMMERCIALI PER FARCI ATTRACCARE UNA SOLA NAVE? NOI CI SENTIAMO PRESI IN GIRO DA TALI AFFERMAZIONI.
Deciderà, dunque, il “padrone di casa” in funzione delle richieste di mercato e noi dovremo affidarci alla sua benevolenza.
SETTE NAVI? Contarle in verità serve a poco.
 
Il punto vero è un altro:
DOVE ATTRACCHERANNO queste navi?
IL PUNTO DELLA QUESTIONE E’ PROPRIO QUESTO.
Le navi, due, tre, sette, attraccheranno davanti al centro storico ed alle terme, rendendo la vita impossibile ai residenti di mezza città. Sarebbero potute attraccare PIU’ LONTANO, lungo il molo di sottoflutto, come prevedeva il PRP del 2004.
Ricordiamo a tutti che il PRP del 2004, così aspramente criticato dalla Sindaca, non prevedeva NESSUN CONTAINER a Termini Imerese e UN GRANDE PORTO TURISTICO davanti al centro storico, già in corso di progettazione.
Da sempre lo sosteniamo: #ognicosalpostogiusto
Dunque, purtroppo, con questa configurazione del porto decisa con il voto sul DPSS, QUANTE NAVI ATTRACCHERANNO AL PORTO LO DECIDERÀ L’AUTORITÀ PORTUALE (il “padrone” di casa)
E, COME HA SEMPRE DETTO IL PRESIDENTE MONTI, LO DECIDERANNO LE ESIGENZE DEL MERCATO.
GLI SPAZI NON MANCANO
Quello che sappiamo in questo momento è che IL MERCATO richiede nuovi approdi a Palermo/Termini Imerese. Per esempio a breve partirà una terza linea Ro-pax Palermo-Napoli della Grimaldi Lines, che si aggiungerà a quella GNV e quella della Tirrenia. Dove sbarcherà? C’è spazio dentro il porto di Palermo, il quale si appresta a raddoppiare i numeri sui crocieristi in arrivo e quindi a raddoppiare il numero degli accosti delle navi da crociera? Probabilmente no.
Di sicuro, sempre leggendo il DPSS, appare chiarissimo l’indirizzo strategico dell’Autorità di Sistema Portuale: LE CROCIERE ED I PASSEGGERI A PALERMO, IL COMMERCIALE PALERMITANO A TERMINI IMERESE.
L’unica vera garanzia per la sostenibilità del porto per la città di Termini Imerese sarebbe stato il rispetto delle previsioni del PRP, con il nuovo porto turistico integrato con il centro storico e le terme e il porto commerciale il più lontano possibile, come avviene in tutti i porti del mondo.
Il PRP del 2004 è ancora vigente, sebbene sia stato approvato un DPSS che va in senso contrario.
Noi siamo convinti che siamo ancora in tempo per tornare indietro.
 
Per chi volesse approfondire i contenuti del DPSS, potete scaricare il file della parte progettuale al seguente link:
 
Per chi volesse seguire i nostri comunicati sull’argomento porto di Termini Imerese:


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Himeralive.it





Scritto da:

Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi alla redazione!