Nei giorni scorsi il Ministero della transizione ecologica, di concerto con il Ministero della cultura, ha espresso un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto relativo al raddoppio ferroviario Palermo-Catania, tratta Fiumetorto-Lercara.

Il positivo giudizio è subordinato alla ottemperanza da parte di RFI alle condizioni ambientali poste da ognuno dei due Ministeri e dalla Regione Siciliana. Tra le condizioni ambientali poste vi è quella relativa al nuovo viadotto stradale che avrebbe dovuto superare la valle e il fiume Torto nonché la stessa ferrovia per arrivare sulla statale 120 nello spazio di Floriopoli.

Nel parere della commissione tecnica Pnrr-Pniec che fa parte del provvedimento ministeriale, si legge «Condizione ambientale 16 – per l’interferenza del viadotto con la zona Targa Florio, sede di una storica competizione automobilistica, il viadotto dovrà essere realizzato solo nel tratto finale della SS113, l’innesto con la SS120 dovrà essere a raso lineare senza rotatoria, tutte le opere in quel tratto non dovranno precludere la visibilità del circuito». Nel parere della Soprintendenza speciale per il Pnrr, invece, si legge «la viabilità nell’area di Floriopoli non dovrà essere realizzata o dovrà essere modificata in accordo con la Soprintendenza di Palermo per evitare ogni interferenza con le opere legate alla Targa Florio».

Un obiettivo di tutela culturale e ambientale raggiunto grazie anche al vincolo posto dalla legge regionale sulla Targa Florio, su Floriopoli e sul circuito, ma anche grazie alla forte mobilitazione che si è registrata nello scorso mese di marzo. 
I Ministeri e la Regione Siciliana, di fatto, hanno accolto le osservazioni presentate in merito dal sindaco di Termini Imerese Maria Terranova a nome dell’amministrazione, supportate anche dal voto unanime del Consiglio Comunale. 

Le osservazioni erano state elaborate da alcuni professionisti locali fra cui: Franco Piro, Gaetano Castellana, Salvatore Rizzo, Rosario Nicchitta e Fiorella Scalia.  Il no al progetto di Rfi iniziale era, inoltre,  dalla Soprintendenza di Palermo diretta da Selima Giuliano.  La mobilitazione territoriale, inoltre, aveva interessato i comuni della Valle del Torto, la Sosvima, il gruppo parlamentare del PD all’Ars. 

 


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