Le Madonie prese d’assalto dal fuoco: ora si fa la conta dei danni FOTO



Un altro giorno di panico e fiamme a Petralia Soprana e a Polizzi Generosa. Un’estate nuovamente segnata dagli incendi che oltre a deturpare i paesaggi,hanno arrecato  gravi danni e situazioni di disperazione. Alcuni,in preda al panico hanno avuto dei malori,c’è chi ha visto morire i propri animali senza poter far nulla.Gli abitanti del  quartiere di Loreto di Petralia Soprana, hanno evacuato la zona, le fiamme ,stavano quasi raggiungendo le abitazioni ed il troppo fumo,diventato insostenibile. La gente, preoccupata ,fuori per strada presa dall’angoscia,dalla disperazione.  Episodi così troppo frequenti che mettono in pericolo vite e che danneggiano il lavoro delle  campagne, di tanti che vivono di quei sacrifici, di quel lavoro
d’ economia primaria di cui ancora per lo più vive il territorio madonita. Anche Polizzi ieri,  in preda al fuoco: fiamme alte vicino all’abitato. Una situazione rischiosa,analoga a quella di Petralia.

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Troppi il panico, la paura, il fumo, fra  il pericolo imminente e la  preoccupazione,l’ansia, che in associazione al forte caldo infernale di questi giorni di agosto ,hanno accentuato e peggiorato la situazione, creato tensione.  Ettari di terreni arsi, roghi indomabili che hanno apportato ore di fatica per essere domati e spenti. Una situazione drammatica ed angosciante per le Madonie, che a differenza di pochi giorni si sono abbracciate solidali in una situazione ingestibile e comune a molti paesi. In tanti provati per aver avuto la stessa sorte, fra vite compromesse e attimi dolorosi ed ore di terrore.

Si era lavorato tanto per la ripresa, una lotta col tempo, con i giorni, con le varie crisi per via del Covid, ma si era andato avanti anche se con umore balenante.  Tante le situazioni che hanno angosciato la quotidianità e la serenità personale , anche pubblica,ma  la grande forza interiore,la caparbietà, avevano contrastato tutto questo ,mai  fatto demordere e  demotivare del tutto chi aveva investito, creduto nei propri luoghi ritrovando la carica e le motivazioni adatte per ripartire,per ricominciare dopo essere rimasti a lungo fermi.

L’estate, ha sempre portato alla positività, ad una marcia in più, ma la serenità ,ancora una volta è diventata qualcosa di serio da mantenere con fatica.
Un’altra batosta, un altro schiaffo sulla volontà ed un doversi rialzare ancora una volta .  L’amore per il territorio dovrebbe essere condiviso ,è ciò che che accomuna e tiene uniti.

Nonostante la sensibilizzazione, l’aiuto infaticabile per il lavoro di tanti che si sono prodigati a salvare il salvabile ,si resta impotenti dinanzi  a tale distruzione ambientale molto straziante.

Aziende  parzialmente o totalmente danneggiate, altre messe in pericolo, campi da coltivazione distrutti assieme a campagne con animali di allevamento e pascolo annessi messe a morire.  I sacrifici di tanti che vivono di questo, di un’economia essenziale,davvero andati in fumo tra  abitazioni in pericolo e  sicurezza pubblica compromessa fra pesanti e gravi danni .

Questa la situazione imminente fra sentimenti di rabbia, tristezza  angoscia e dolore per vedere scenari cari mutati in condizioni pietose di colori vivaci e nitidi ora alterati.

Disastrosa pertanto la situazione,desolante. La domanda è perché arrivare a tanto. Molte le parole da dire in opposizione a quelle del buon senso e dell’egoismo, che acceca e brucia il senno dell’uomo, a volte,più delle fiamme.


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