Montemaggiore Belsito: gli ultimi uomini rimasti

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La stretta di mano tra due uomini montemaggioresi sapienti e quelle mani usurate dal tempo, dal sano lavoro, lasciano intravedere quanto hanno lavorato per curare, allevare il bestiame, rendere una terra come quella madonita ricca e prospera di alimenti come la carne, il vino buono, la frutta, gli ortaggi, il grano dorato per arricchire la tavola delle famiglie, con il profumo del pane caldo montemaggiorese e riportare antichi odori e sapori in piazza, durante le sagre locali e fare in modo che ciò fosse attrattiva di turisti, per risollevare così l’economia del paese

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La stretta di mano tra due uomini di Montemaggiore Belsito sapienti e quelle mani usurate dal tempo, dal sano lavoro, lasciano intravedere quanto hanno lavorato per curare, allevare il bestiame, rendere una terra come quella madonita ricca e prospera di alimenti come la carne, il vino buono, la frutta, gli ortaggi, il grano dorato per arricchire la tavola delle famiglie, con il profumo del pane caldo montemaggiorese e riportare antichi odori e sapori in piazza, durante le sagre locali e fare in modo che ciò fosse attrattiva di turisti, per risollevare così l’economia del paese.

Si tratta degli accordi lavorativi tra concittadini dai sani rapporti di rispetto, di attaccamento alla propria terra, quella di Montemaggiore Belsito,  alla terra madonita che da sempre si è saputa rialzare da ogni situazione e, con coraggio, ha saputo portare avanti le ricchezze che il proprio territorio offre. Tradizione tramandate ai giovani coraggiosi imprenditori montemaggioresi che sono riusciti a valorizzare le produzioni e stanno ripartendo dopo il duro momento della quarantena imposta dal Covid 19.

Giuseppe Mesi





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