Bambina salvata in extremis a Lampedusa

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«L’ho presa in braccio e neanche piangeva, era gelida. L’ho spogliata e riscaldata».

Queste le parole di Alessandra Savatteri,  il medico che sulla motovedetta della Guardia costiera ha soccorso la bambina di un anno, salvata dalle acque vicino a Lampedusa sabato scorso.

«Non mi capacito di come abbiano fatto a salvarla, è incredibile -afferma la dottoressa Savvateri-. Sono operazioni non semplici in spazi così ristretti e con tutta quella gente a bordo».
Al momento del salvataggio, infatti, la bambina si trovava in un grave stato di ipotermia.

«Dall’acqua cercavano di tenerla su –ha proseguito-, poi gli uomini della Guardia costiera l’hanno presa: è un miracolo che non avesse bevuto tanto e che fosse ancora vigile».

Un vero “miracolo”, così è stato definito il salvataggio della piccola da parte dei presenti. Nel video girato dalla guardia costiera si distingue bene la bambina con il giubbotto viola. Sono immagini drammatiche, ma che raccontano la difficoltà dell’intervento.

Sono stati gli uomini della guardia costiera a sentirla piangere e a ripescarla dall’acqua. Oltre la bambina, altri due minori tunisini che erano fra le 149 persone salvate non hanno notizia dei propri genitori.
Secondo il racconto dei sopravvissuti, mancherebbero ancora all’appello una quindicina di persone.

Il video

I corpi recuperati fin qui restano cinque, tutti di donne. Tra loro anche una giovane marocchina che aveva attraversato il Mediterraneo con le sue due bambine. Addosso le hanno trovato tre passaporti, il suo e quelli delle due figlie. Le bambine, rimaste orfane, stanno bene e si trovano all’hotspot di Lampedusa.

La tragedia si è consumata a un miglio dalla costa lampedusana, di fronte all’Isola dei Conigli.




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