“Se ne tocchi una ci tocchi tutte”, da Petralia il no alla violenza sulle donne

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In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, anche sulle Madonie ci si muove a tal riguardo. Comuni come Petralia Soprana, Petralia Sottana, Castellana Sicula, Polizzi, Gangi etc. hanno creato assieme ad alcune associazioni come ad esempio la FIDAPA, l’Auser, Cittadinanza Attiva etc. momenti di  riflessione e di solidarietà,
gesti e simboli che  nelle piazze,nelle scuole ed uffici vogliono denunciare il disagio sociale.

È un porre un grido di protesta comune, un cercare di mettere disperatamente un punto a forme di visioni prettamente maschiliste,ad idee non egualitarie,a soprusi,a molteplici forme barbariche di violenze, abusi e tanto altro. Richieste di rispetto pertanto, libertà personale, autostima, dignità, parità, è ciò che chiede ancora la società di oggi in quanto purtroppo continua a vedere sui volti delle donne  lacrime, offese,segni di percosse e sangue .

Se partiamo dalle origini cristiane fu proprio Dio ad affidare Eva ad Adamo per averne cura, per proteggerla, ma l’uomo lo tradì non solo per la mela ma pure per aver trasgredito a questa sua raccomandazione.
Pur essendo quasi giunti alle porte del 2020, l’uomo infatti disobbedisce facendo predominare la sua violenza, la sua forza contro l’essere che avrebbe invece dovuto proteggere. Ma non perché la donna sia fragile ma perché  ha più bisogno di amore, di sentirsi amata. Spesso questa richiesta di affidamento da parte sua si rivela un incubo poiché per tante paure e a seconda dei casi, questa non si espone quando subisce mettendo a rischio la propria vita.
Ma le violenze non sono solamente fisiche, sono pure psicologiche morali , sociali, di religione ed etnia, per quest’ultime basta solo pensare alle spose bambine ed alla prostituzione minorile. Da questo capiamo bene che nonostante quella che sembra essere un’era di evoluzione in realtà non lo è affatto, il mondo è sempre ed ancora fermo alle forme di ingiustizia ed alla cattiveria che nell’indignazione comune generano ancora e continuano nonostante tutto, a riprodurre episodi spiacevoli come questi. Tali momenti pertanto nascono con l’intento di sensibilizzare le nuove generazioni ad una nuova cultura di amore ,affetto comprensione, ascolto, con occhi totalmente nuovi perché solo uno sguardo “diverso” ed una mentalità aperta, moralmente ed eticamente istruita ed educata, possono mettere fine ed essere la soluzione chiave al fine di estirpare tale inciviltà. Un governo serio può però risolvere questo con la  prevenzione e disinnescare l’odio di genere ne è un esempio, come sradicare forme di razzismo che spesso hanno pure come conseguenza lo stupro. Disinnescare l’odio significa anche non mettere in testa agli uomini che il divorzio sia un’arma ,che fin da bambini si impari il rispetto nei confronti delle persone “diverse”.

Il governo Renzi in maniera convinta e tenace, ha inserito nella legge sulla Buona Scuola, specificatamente dedicato a questo tema, il comma 16 dell’art.1 della L.107 del 2015 che recita: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119”.

Poi non dimentichiamo l’articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”  La legge 27 giugno 2013, n. 77) della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Tanti i codici rossi. Il futuro ora è nelle nostre mani e se davvero non ci piace dobbiamo essere noi a volerlo cambiare.

Fra le tante scuole madonite, anche lo storico Istituto Pietro Domina di Petralia Sottana ha dato il suo contributo. In aula Magna i ragazzi assieme agli insegnanti hanno fatto conoscere il loro pensiero, letto dei brani  su tale tematica ed espresso la loro solidarietà pure servendosi degli strumenti musicali.

 A Castellana Sicula, la mostra fotografica “Donne prigioniere” di Damiano Macaluso

Violenze.

Se ne parla tanto
di quelle
fisiche e sarebbe ORA di dire
BASTA.

Ma sapete che ci sono lame taglienti
ed affilate più di quelle
di un coltello?

Una frase o una parola,
possono anche uccidere tragicamente
una persona,
possono spingerla
nell’oblio della frustrazione.

Sì, perché ne basta una sola,
detta nel momento sbagliato,
che può colpire,
che può far male,
che che può creare dolore immenso.

Una parola può soffocare,
può fare inciampare,
addirittura può far precipitare,
può impedire di crescere,
di vivere e di sognare.

Perché c’è magari
chi sta cercando
di rialzarsi
dopo una dura lotta;

c’è chi sta cercando
di ritrovare l’autostima
che sembrava aver perso
per sempre;

c’è chi ha vissuto nel dolore
di non potercela mai fare;

c’è chi sta combattendo
contro se stessi
per accettarsi;

c’è chi sta ricominciando
tutto daccapo
senza mai arrendersi
dopo aver sbagliato centinaia di volte, ripetutamente;

c’è chi vuol fidarsi
dopo essere stato tradito
nel più profondo;

c’è chi ha trovato a stenti il coraggio
di venire fuori al mondo
dopo essersi nascosto dalla luce del giorno;

c’è chi sta provando a sognare
dopo che tanti sono riusciti a tagliar le ali.

Siamo facili a dire “stupida”,
a dire” grassa”,
a dire “magra”,
a dire” ignorante”
a dire” non servi a nulla”,
a dire “non andrai mai da nessuna parte”;
a dire “non otterrai mai quello che vuoi”
a dire” c’è chi è meglio di te”,
a dire “potresti fare come lei o come lui”;
a dire” saresti dovuta essere diversa”;
a dire “non stai facendo ciò che ti ho chiesto”…

tante e tante altre frasi si possono
ancora aggiungere e classificare.

Tante “violenze verbali”
che forse non sappiamo di creare.

Ma voi ,non fatevi ” uccidere”
né da queste,
né da altre .

Vivete

senza ascoltare

Mai

chi
non vi ama

veramente.

Matilde La Placa

DONNE COME NOI

Ci eleviamo per essere libere,
sicure e forti
per non farci mai scalfire.

Apriamo gli occhi al nostro mondo
con coraggio ed intraprendenza;

sogniamo con occhi ribelli
capaci di spingersi su voli alti e lontani;

lavoriamo con pacato silenzio
ed infaticabile forza;

ci doniamo generosamente
con infinito, sincero amore;

ci spendiamo con dignitoso onore
ed inarrestabile altruismo;

amiamo senza limiti definiti
facendoci avvolgere da sentimenti puri;

ci ergiamo sulle nostre stesse paure
domando ogni limite e,
nascondendo angosce e delusioni;

ci mascheriamo spesso
con il trucco di un tenace sorriso

ma soffriamo
amplificando ogni emozione,
oltrepassando ogni lacrima,
impugnando un’ invidiabile determinazione.

Siamo donne.

Bersagli facili
della violenza del mondo,
di una violenza che non è solo fisica
ma che conosce cento sfaccettature,
come i cento volti
che questa vita ci fa incontrare.

È un’esistenza che va affrontata
con saggia pazienza,battendo i pugni,
scuotendo la nostra intelligenza,
unica e sola arma di difesa
capace di poter andare contro tutto
e contro” tutti “,
rimanendo sempre se stesse
senza MAI cambiare.

Matilde La Placa








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