La proliferazione incontrollata dei cinghiali non è più solo un tema di dibattito, ma una vera e propria emergenza collettiva che minaccia l’agricoltura e la sicurezza stradale. A lanciare l’allarme è il movimento civico “Si Muove Montemaggiore”, farsi portavoce del malcontento e delle crescenti segnalazioni di residenti e produttori locali.
Strade a rischio e allarme sanitario sulla SP7
Il pericolo principale riguarda la strada provinciale SP7, un’arteria vitale per i pendolari della zona. Con il calo del sole, la carreggiata si trasforma in una trappola: gli ungulati attraversano improvvisamente, mettendo a repentaglio la vita di automobilisti e centauri.
Nonostante il recente e atteso posizionamento dei delineatori di curva da parte della Provincia, la strada presenta ancora forti criticità, come la presenza costante di detriti, terra e massi. A complicare il quadro, il recente ritrovamento della carcassa di un cinghiale nei pressi della zona del Santissimo ha riacceso i riflettori sul rischio biologico legato alla Peste Suina Africana.
Campi devastati e imprese in ginocchio
I disagi si estendono ben oltre l’asfalto. Un video registrato in pieno giorno in contrada Battaglia documenta un esemplare mentre si aggira indisturbato tra i filari di un vigneto. Le conseguenze per il settore primario sono pesanti:
• Coltivazioni e recinzioni distrutte
• Terreni agricoli danneggiati
• Forti ripercussioni economiche su aziende agricole e zootecniche, già gravate da costi di gestione elevati
La politica e il territorio: la richiesta di risposte
Gli strumenti normativi per agire non mancano, a partire dal Piano straordinario regionale fino alle linee guida nazionali. Parallelamente, il Parco delle Madonie ha già chiesto alla Regione Siciliana lo stato di emergenza per gestire il sovrannumero di cinghiali e daini che minaccia l’ecosistema e la pubblica incolumità.
In questo scenario, “Si Muove Montemaggiore” interroga direttamente la giunta locale, chiedendo trasparenza sulle azioni intraprese. Il movimento vuole sapere come il Comune stia difendendo il territorio nei tavoli sovracomunali e nei Gruppi d’Azione Locale (GAL), e quali richieste ufficiali siano state depositate per tutelare i cittadini e la SP7.
“Non vogliamo dire che sia stato fatto il nulla” – conclude il movimento – “ma è fondamentale capire come la voce di Montemaggiore venga portata nelle sedi istituzionali. Serve un coordinamento immediato tra gli enti: la gestione della fauna selvatica deve diventare una priorità assoluta”.



