Blutec, Ficco-Comella (Uilm): “Percorso difficile per Termini Imerese, ma ne verificheremo la fattibilità”

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“Il progetto di riqualificazione di Termini Imesere, basato sulla offerta di Pelligra per la Blutec in amministrazione straordinaria, presenta non poche difficoltà e elementi ancora da chiarire, ma cercheremo di verificarne la fattibilità poiché potrebbe essere l’ultima occasione per i 560 lavoratori la cui cassa integrazione scadrà il 4 novembre 2024”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile de settore auto, e Vincenzo Comella, segretario generale della Uilm di Palermo, al termine dell’incontro svoltosi al Miministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Secondo quanto spiegatoci dal Mimit il progetto di reindustrializzazione della Blutec – riferiscono Ficco e Comella – verte sulla riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese, situato fra un rinnovato porto e un costituendo interporto, ad opera del gruppo Pelligra, che è specializzato nella riqualificazione di aree industriali dismesse e assumerebbe inizialmente per due anni 350 operai proprio al fine di realizzare le opere di riqualificazione.

L’obiettivo finale consiste naturalmente nell’insediamento sul sito ex Fiat di nuovi investitori; lo stesso interporto del resto offrirebbe occupazione a circa 100 persone. Sempre da parte istituzionale ci è stata prospettata la possibile costituzione di una società di scopo per la assunzione degli altri lavoratori. In ogni caso un certo numero, attualmente quantificabile in 40 persone, potrebbe già andare in pensione”.

“Si tratta di un progetto – affermano Ficco e Comella – assai complesso e con molti aspetti da chiarire. Ma dobbiamo provare a verificarne e supportarne la fattibilità, poiché potrebbe rappresentare l’ultima speranza per i 560 lavoratori coinvolti prima della scadenza della cassa integrazione del 4 novembre 2023. Diventano però indispensabili sia la predisposizione di uno scivolo pensionistico, tale da allargare la platea dei pensionandi oltre l’attuale numero di 40 persone, sia una garanzia occupazionale per tutti gli altri lavoratori. Infine chiediamo strumenti di politiche attive e di sostegno al reddito per i circa 200 lavoratori dell’indotto coinvolti.

La concretezza delle garanzie occupazionali, che devono andare oltre i due anni, sono il presupposto stesso del consenso sindacale e del valore sociale del progetto. Chiederemo prima un incontro alla Regione e poi di nuovo al Mimit e al Ministero del Lavoro”.

Il tavolo ministeriale è stato aggiornato per la ricerca di una possibile intesa, sulla base dell’assunto che in ogni caso il Mimit accetterà la offerta di Pelligra, unica giudicata ricevibile al punto in cui è la amministrazione straordinaria.
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