Castellana Sicula: Giuseppe Profita e la presentazione dei nuovi vini Ayopá e MonEle, frutto della sua passione e professionalità

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Un sommelier d’eccezione, Giuseppe Profita di Castellana Sicula, giovane imprenditore del Bar San Francesco.

Un esperto della produzione vinicola, un orgoglio ed un vanto per il piccolo circondario.

Tante le esperienze. Di recente, è stato a Geraci come giudice,  in occasione del Trofeo pizza Oro Napoli, a Sanremo per il Trofeo pizza Festival Sanremo, all’Expocooking presso la Fiera del Mediterraneo a Palermo e sarà anche in Calabria per un nuovo Trofeo Pizza.

Quest’oggi, dopo tanto lavoro, ricerca e selezione di uve di prestigio, una nuova ventata di novità e di freschezza per la nuova stagione in corso la sua carriera si arricchisce di nuovi prodotti. Presentati due nuovi vini d’eccezione.

Ha lavorato con molta dedizione per creare queste specialità da presentare, Giuseppe. E per questo, è stato per molto tempo Trapani, a stretto contatto con un enologo, Vito Oddo. È stato assieme a lui che ha intrapreso un fitto lavoro di ricerca e dettaglio che esalta il gusto più antico della terra: un vino che ha pregevoli caratteristiche e che nasce in uno dei luoghi più famosi dove sorgono baciati dal sole più luminoso dove si terre fertili e dolci, nascono le uve migliori.

( A dx, in basso, il vigneto Oddo)

Profita

 

 

 

Quello 

di Giuseppe,  è un lavoro sempre in crescita a passo con l’inventiva e l’ingegno del poter offrire qualcosa di unico. A lui piace andare avanti, creare, ottenere prodotti genuini nati appunto dalla passione e dalla selezione fatta con cura, dalla scelta accurata di un intenditore che punta al prodotto di eccezione e di qualità dall’aspetto che si differenzia e che vizia i clienti più esigenti.

Tra il 2019 e il 2020, aveva già presentato il suo famoso Gin San Francesco e già questo era stato per lui un grande successo che aveva riscontrato notevole apprezzamento.

Nel 2021, studia da sommelier dando sfogo alla sua passione e predisposizione naturale di cui Giuseppe aveva già intuito fosse per lui come una sorta di vocazione che lo avrebbe reso non solo orgoglioso del lavoro che avrebbe svolto col passare del tempo, ma soprattutto, che avrebbe visto crescere la professionalità di un vero intenditore del settore che già probabilmente, aveva nelle vene.

Ogni lavoro, se è fatto bene, richiede infatti la caparbietà di uno spirito intraprendente pronto a tutto per realizzare i propri obiettivi. Sono queste le doti che caratterizzano la personalità del sommelier di Castellana Sicula che ha dato sempre credibilità e lustro ad un “vecchio marchio” di famiglia che ha già festeggiato i primi 44 anni di onorata attività valorizzandone l’impegno tramandato da più generazioni.

È stato così che attraverso gli studi intrapresi di enologia, Giuseppe, ha maturato l’idea di poter avere dei propri vini personalizzati.

È proprio in quegli anni che conosce le cantine di Vito Oddo, il proprietario, che avendo delle esperienze sia all’estero che in Italia, avendo creato una sua cantina, è proprio lui ad aiutarlo nel suo progetto e che si mette subito a disposizione per realizzare il suo sogno mettendo in pratica tutte le sue idee. Vito, un ragazzo del Sud, testardo, preciso ed ambizioso, che ama il mestiere di Enologo, tanto quanto Trapani, sua città nataleo, portava un sogno nel cassetto, una sfida con se stesso che alimenta le sue giornate e dà adrenalina. Non poteva che essere il supporto perfetto di Giuseppe, due personalità simili e caparbie con tante cose in comune. ( Nella foto in basso, Giuseppe Profita e Vito Oddo)

Un cantiere quindi che, grazie a questo rapporto di amicizia, non solo si viene a creare, ma trova il suo meritato successo.

Vengono prodotti due vini ,uno bianco ed uno rosso.

Due anni di attesa e di studio per cercare quella perfezione di abbinamento e gusto che aveva in mente Giuseppe fin dall’inizio. Per il rosso fa una miscela di Merlot, Syrah, e piccole percentuali di Nero D’Avola. Per il bianco, trovandosi nel territorio trapanese decide di fare il Grillo. Quell’intuito che per lui finalmente trovano forma e complimento.

Anche per quanto riguarda l’etichetta si è trattato di un lavoro d’ ingegno dove niente è stato dato per scontato. Attraverso delle amicizie, infatti, Giuseppe si rivolge al maestro Croce Taravella,  suo grande amico, il quale si rende  subito disponibile e predisposto a dare il suo contributo artistico, contento anzi di essere stato coinvolto.

Sono scelti così, due dei suoi quadri  risultati anche inerenti al prodotto da presentare.

La grafica invece è stata affidata ad Andrea Silvestri.

Importante poi, ovviamente il nome da dare al vino, se non anche fondamentale per portarlo in commercio e fargli avere una buona pubblicità vincente che possa piacere appunto da chi lo volesse scegliere per portarlo in tavola per delle occasioni speciali apprezzandolo ancora di più.

È stato molto a pensarci su questo Giuseppe, sia in famiglia, sia con l’enologo Oddo, ma soprattutto con la sua ragazza, Eleonora Russo, che gli è stata molto accanto e lo ha affiancato  affettuosamente credendo molto in lui e in tutto ciò che stava realizzando sino alla scelta conclusiva di chiamare il vino rosso” Ayopá “, alludendo alla Piazza, visto che prevalentemente Giuseppe, conduce la sua vita appunto in Piazza, dove sorge il suo amato bar San Francesco.

Per il vino bianco, invece, è stato scelto il nome “MonEle “, dalla coniugazione dei due nomi Monica ed Eleonora , ovvero la rispettiva moglie di Vito, proprietario delle cantine Oddo e la fidanzata di Giuseppe. Uno splendido connubio che coniuga l’affetto e l’originalità.

Un ringraziamento speciale ed un omaggio dunque, a queste due donne che sono state spalla destra e grande supporto sia morale che anche tecnico per il compimento del progetto di Giuseppe, e che per la grafica e per la ricerca del nome sono state preziosissime. I complimenti vanno 

dunque a Giuseppe Profita, in primis per il suo intuito e per il suo lavoro che porta sempre a grandi risultati e apre ad altri mondi di gusto e conoscenza, così come a chi lo ha collaborato, a tutta la sua famiglia, a Eleonora, la fidanzata, per tutto ciò che hanno realizzato credendo nel lavoro, nell’impegno e nella collaborazione reciproca il che è stato fondamentale per il veder crescere una piccola azienda che è riuscita a farsi strada e a crearsi un nome nelle Madonie, investendo nel territorio e credendo nelle risorse della Sicilia.

Si viene a creare così per tutti, qualcosa 

che stuzzica la gradevolezza ma anche la curiosità del cliente.

Sedere al tavolo del bar, ai piedi della Chiesa di San Francesco, non può che essere così un momento di tranquillità tutta da godere che va ad irrompere così, un pomeriggio ordinario grazie ad un assaggio che dentro ad un calice regala molto più di un semplice sorso poiché all’interno c’è tutto un lavoro di studio, di originalità e di mestiere.

Video di presentazione vini:

 

 
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