Chiusa una casa per disabili psichici condizioni disastrose senza acqua calda nè condizionatori. La comunità alloggio per disabili psichici è gestita da una cooperativa di Termini Imerese. Il sindaco, Maria Terranova, ha emesso l’ordinanza di chiusura in data 2 novembre con propria ordinanza numero 443. 

La comunità alloggio, sita in via Falcone e Borsellino al civico 135, a seguito di una ispezione del personale comunale dei servizi sociali, guidato, dalla dottoressa Michela Cupini, è stata chiusa.

A seguito della verifica la struttura, presentava gravi irregolarità. Tra le contestazioni più gravi le irregolarità erano rappresentate da inadeguatezze strutturali, assistenziali e organizzative dei servizi dedicati alle persone con patologie psichiche, facendo emergere carenze nei livelli di assistenza dovute alla mancanza di energia elettrica.

Erano 9 i pazienti sofferenti di disabilità e disagi mentali e psichici ricoverati nella struttura. La struttura, inoltre, è stata trovata sprovvista di regolare allaccio dell’energia elettrica, pertanto, alimentata da un generatore di corrente esterno. L’assenza di energia elettrica ha creato gravi danni ai disabili specialmente nelle ore notturne in cui i disabili trovavano difficolta anche nell’utilizzo dei servizi igienici. 

L’assenza di energia elettrica causava anche disagi dovuti al impossibilità di utilizzo di elettrodomestici come frigoriferi, per una buona conservazione dei cibi, o addirittura problemi nel riscaldamento dell’acqua o degli ambienti.

La scarsa illuminazione alla struttura arrivava dalla luce pubblica esterna. Il gruppo elettrogeno, molto rumoroso, ha creato non pochi problemi ai condomini. Per fare cessare le lamentele, la cooperativa ha scelto di alimentare a fasi alterne la struttura, non permettendo l’assistenza h 24 e non garantendo l’assistenza dovuta.

Le gravi condizioni e, la conseguente urgente chiusura, sono state evidenziate dall’intervento del servizio sociale professionale, coordinato dal dottore responsabile dei servizi sociali del Comunale di Termini Fabio Malatia e con la collaborazione del centro di salute mentale di Termini Imerese, dell’Asp 6 di Palermo, coordinato dal medico psichiatra Evelinda Preti, ed i 9 disabili sono stati trasferiti nelle strutture limitrofe.

Al legale rappresentate è stato intimato di assumere tutti i provvedimenti urgenti e immediati al fine di tutelare l’incolumità dei disabili psichici, trasferendo e collocando, con effetto immediato dalla notifica, gli ospiti presso idonee strutture autorizzate, dandone immediata comunicazione al comune.
Il provvedimento di chiusura è stato trasmetto, inoltre, alla Procura di Termini, ai carabinieri, al responsabile del Dipartimento di Prevenzione U.O.T. di Termini dell’ASP 6, al centro di salute mentale, al commissariato di P. S., al dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali.Il costo del servizio di assistenza disabili è a totale carico del comune ed è determinato in circa 2 mila euro al mese per disabile.

«Dopo il sopralluogo e la verifica dell’assenza dei requisiti minimi di accoglienza, abbiamo deciso di chiudere la struttura di accoglienza. Abbiamo, inoltre, comunicato il tutto all’assessorato regionale e all’Asp 6 per i provvedimenti di competenza – dice il comandante della polizia municipale e responsabile ad interim del servizio sociale comunale, Michela Cupini – Tutti gli ospiti della struttura, risultati in più rispetto a quelli previsti dalle autorizzazioni, sono stati ricoverati presso altre strutture del comprensorio tra cui tre ad Altavilla Milicia».
«L’energia elettrica è stata ripristinata da tre giorni – dichiara l’avvocato difensore della cooperativa Gioacchino Sanfilippo – La cooperativa sociale gestisce altre strutture socio-sanitarie a Caccamo, a Palermo; e conosce bene le regole. I disabili ricoverati erano nel numero corretto rispetto a quanto previsto e dichiarato. Non è stato creato nessun disservizio e nessun disagio agli utenti. In accordo con i servizi sociali comunali e la salute mentale è stato avviato il trasferimento dei disabili presso altre strutture del comprensorio. La cooperativa intende riattivare il servizio e procedere all’assistenza per i disabili».


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