Cattura Matteo Messina Denaro: le riflessioni di padre Tato da Montemaggiore Belsito

Riportiamo la riflessione di padre Tato, parroco della chiesa di Sant’Agata di Montemaggiore Belsito
A cura di Giuseppe Mesi

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Che il boss mafioso sia curato in carcere è un segno di civiltà dello stato italiano e del nostro popolo, che non condanna a morte chi ha condannato a morte altri.


Mi auguro che nella stessa cella ci sia qualcuno che possa aiutarlo e guarire dal male che lo ha portato a uccidere e a reggere una struttura di morte.
Tutto questo mi sta bene.

Dio ha segnato Caino perché nessuno vendicasse la morte di Abele.
Quello che non mi sta bene è che molta gente onesta non ha la stessa attenzione dello Stato quando si trova in situazioni analoghe al boss.

In questi anni di pandemia in particolare a molti malati oncologici è stato impossibile accedere anche a esami di accertamento in sé urgentissimi.
Tac, radiografie, ecografie…rimandate di mesi. So di diversi casi in un cui una volta ricoverati gli ammalati sono stati praticamente abbandonati a se stessi e di parenti ammessi dopo tante preghiere alle visite che hanno trovato i loro congiunti sporchi e depressi.
Va bene proteggere Caino, ma ad Abele chi ci pensa?
Una semplice riflessione.

Padre Tato


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