Carnevale: perché quest’anno “terminisi” e non più termitano?

NANDO CIMINO

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È stata una decisione condivisa da tutti gli organizzatori, tra i quali anche il sottoscritto, quella della scelta di un nuovo “marchio” con il quale, in un’ottica di rilancio e di rinnovamento, identificare l’antico carnevale termitano.

E proprio sulla scelta di chiamarlo non più “Carnevale Termitano” bensì “Carnalivari Tirminisi”, mi sono state in questi giorni rivolte parecchie domande alle quali voglio in questa sede rispondere.

C’è intanto, e credo si sia ben compreso, il desiderio di connotare ancor di più la festa con la nostra bella Sicilia, utilizzandone in questo caso la madre lingua. Ma c’è anche una motivazione storica che ci riporta al vecchio nome con il quale gli abitanti di Termini venivano identificati; ovvero “Terminesi” e non “Termitani”.

Certo la parola termitano veniva usata pure, ma raramente; mentre nella maggior parte dei testi antichi, e fin dal seicento anche nei verbali del comune, quando si parla degli abitanti della nostra città li si identifica principalmente proprio come “Terminesi”.

Ed in tal senso ve ne riporto qui alcuni esempi che credo siano significativi.

Nel testo di Giuseppe Ciprì in cui si parla del Beato Agostino così scritto: “
Acclamo, et acclama, et have confermato, e conferma per concittadino e Patrono di questa città il Beato Agostino Novello della Religione Agostiniana per TERMINESE… Giurati e Sindaco da parte di tutto il popolo TERMINESE hanno acclamato e confermato per Concittadino di questa sud.ta Città il sud.to B. Agostino Novello”.

Un altro testo dal titolo “La cultura politica siciliana”, che narra stavolta della vita di Paolo Balsamo così è riportato:
“Questo Abate Balsamo, TERMINESE, futuro progettista della Costituzione del ’12, è stato due anni in Inghilterra….ha avuto agio di approfondire esperienze agrarie e politiche…., stampa, traduce dall’inglese…..”

E pure Antonio Inguaggiato nelle sue “Considerazioni Filosofiche” scrive: “Io non intendo per questo condannar le cure d’un Solito, e di un Benincasa, di questi CITTADINI TERMINESI, che versarono i loro sudori per esaltare….” ; e Cesare Giambruno che intitola un suo libro: “Della patria del beato Agostino Novello TERMINESE” – Insomma di esempi ce ne sarebbero a decine. – Senza contare che nei paesi vicini, ancora oggi e nella maggior parte dei casi, gli abitanti di Termini vengono chiamati proprio “Tirminisi”. – Ed in tal senso, anche nell’inno scritto da Mario Incudine, il nostro viene cantato come “Carnalivari Tirminisi” e non certo termitano.

Volendo poi dare ulteriori approfondimenti storici, ed è quello che rileviamo dai documenti, vi dico che anticamente il nostro carnevale era indicato semplicemente come “Carnevale di Termini Imerese. La forma “Carnevale Termitano”, se pure già presente ma saltuariamente in qualche locandina degli anni 50/60, in realtà e con l’aggiunta “Il più antico di Sicilia”, incomincia a manifestarsi con maggior vigore divenendone stabile, solo a partire dai primi anni novanta.
E però, nome a parte, quello di quest’anno si preannuncia come il carnevale delle novità; perciò se anche tu vuoi fare parte della sua storia….”ARRICAMPITI!


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