Tribunale Termini Imerese: traffico di droga dal Sudamerica alla Sicilia, le condanne e le assoluzioni

IGNAZIO MARCHESE

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Il giudice monocratico del tribunale di Termini Imerese, Claudia Camilleri, ha condannato con il rito ordinario a 6 anni e 2 mesi Giacinto Tutino, accusato di traffico di stupefacenti. Sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” Nicolò Testa, difeso dall’avvocato Nino Pagano e Giuseppe Antonio Giallombardo, difeso dall’avvocato Raffaele Bonsignore.

 Tre erano finiti nell’inchiesta “Praesidium”, dei carabinieri su un traffico di cocaina che arrivava dell’America Latina e diretta a Bagheria.

Dodici sono stati giudicati con il rito abbreviato. I tre avevano scelto per il rito ordinario. L’operazione era scattata nel 2017 quando i carabinieri avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Stefania Gallì nei confronti di presunti trafficanti, che avrebbero realizzato un traffico internazionale di sostanza stupefacente del tipo cocaina con l’Argentina. Secondo gli investigatori, si era formato un gruppo di spacciatori nei locali notturni delle province di Palermo e Trapani.

Notizia di oggi è che il giudice per l’udienza preliminare Elisabetta Stampacchia ha condannato Giuseppe Calvaruso a 16 anni di reclusione, considerato dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla procura il reggente della cosca di Pagliarelli. Con lui condannato anche quello che viene ritenuto il braccio destro Giovanni Caruso, 13 anni e Silvestre Maniscalco, 4 anni e 4 mesi e Francesco Paolo Bagnasco, 3 anni di reclusione.

Calvaruso era stato arrestato nel giorno di Pasqua dello scorso anno all’aeroporto di Palermo dopo essere atterrato dal Brasile. E’ stato assolto il padre di Calvaruso, Antonio, per il quale erano stati chiesti 2 anni e mezzo. Giuseppe Calvaruso e Giovanni Caruso sono stati condannati a risarcire le parti civili che si sono costituite in giudizio: Fai, il Comune di Palermo, il Centro Pio La Torre, Sos Impresa e Solidaria, assistiti dagli avvocati Ettore Barcellona, Francesco Cutraro, Fausto Maria Amato e Maria Luisa Martorana. Il gup ha disposto anche la confisca del ristorante “Carlo V” di piazza Bologni e la ditta edile, “Edil Professionale srls”.
 
 
 


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