Morto Antonino Mannino: il ricordo di Enzo Giunta

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É morto ieri, all’età di 83 anni, nell’ospedale di Partinico Antonino Mannino, 83 anni, noto politico originario di Carini. Era appena guarito dal Covid.

Mannino è stato un grande combattente per i diritti civili. Nel 1961 fu segretario provinciale della Fgci. Dirigente del Pci siciliano, nel 1972 fu segretario del Pci di Palermo e nel 1974 della federazione provinciale. Fu eletto nel 1983 alla Camera dei deputati per il Partito Comunista Italiano nella circoscrizione Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta alle elezioni politiche del 1983, raccogliendo 33.026 preferenze.

Il ricordo di Enzo Giunta

Il nostro primo incontro risale ai tempi dell’università. Eletti ambedue all’O.R.U.P (Organismo rappresentativo universitario palermitano), io nella lista a forte caratterizzazione liberale (A.G.I) e lui in quella formata da socialisti e comunisti (U.G.I.).

Allora il confronto tra le parti politiche era,  più che altro, uno scontro, in particolare tra i rappresentanti della destra (FUAN) e della sinistra. Noi dell’Agi rappresentavamo la moderazione e l’apertura al dialogo e, pertanto, riuscivamo ad avere un rapporto civile con tutti, o quasi.

Mannino all’inizio non mi piacque, forse per il suo approccio un po’ ruvido, proprio del mondo comunista, e per la  la forte cadenza dialettale, anche quando si esprimeva in italiano. Inoltre, lo confesso, coglievo in lui un atteggiamento che mi sembrava più appropriato a un boss di paese.

I nostri rapporti, pertanto, erano limitati all’essenziale e io non facevo nulla per migliorarli.

Un giorno, però, avendo appreso che ero di Termini Imerese mi chiese se avessi sentito parlare di Don Nino Canino. maestro puparo termitano, aggiungendo subito che era suo nonno. Da allora il nostro rapporto cambiò, anche perché mi resi conto che avevo commesso il gravissimo errore di aver valutato l’uomo dall’aspetto esteriore (la sua corpulenza, l’inflessione dialettale, l’approccio duro), non considerando le qualità interiori, il carattere bonario, la profonda umanità.

Così, quando svolgeva i suoi interventi, spesso fortemente critici verso la maggioranza che amministrava l’organismo e di cui io ero parte,  non riuscivo più a vedere lui l’avversario, bensì la persona con idee diverse dalle mie, da ascoltare, possibilmente capire e, se del caso, contestare. Credo che Mannino sia il primo comunista con cui ho simpatizzato e che, nei pur rari incontri, ho sempre avuto il piacere di vedere.


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