Termini Imerese e la Madonna ritrovata

CONTENUTO A CURA DI NANDO CIMINO

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Nel vecchio quartiere di Sales, in via Beccai, c’è una graziosa cappella dedicata alla Immacolata; e di questa cappella vi riporto una curiosa storia che mi venne tanti anni fa raccontata da un anziano del posto, e poi ripresa dall’amico Salvuccio Chiarchiaro.

E’ una storia tramandata a voce, della quale peraltro si conoscono più versioni, e che proprio per questo risente della precarietà delle tradizioni orali. Ma vale comunque la pena riportarla perchè ci da la misura di quella che è la religiosità popolare. Si narra che in quel quartiere vivesse anticamente un contadino/carrettiere, u zzu Viciù pare si chiamasse, che purtroppo aveva il cattivo vizio della bestemmia. Era il mese di ottobre del 1906, e la città era stata da poco colpita da un forte terremoto che aveva causato gravi danni.

Il sisma, dopo qualche settimana, non sembrava ancora voler finire; e le scosse continuavano a tenere in allarme i nostri concittadini.
Così, una sera, un gruppo di donne del quartiere volle riunirsi in quella strada dove c’era una piccola edicola della Madonna per recitare il Santo Rosario.

Mentre pregavano ecco arrivare il contadino; che passando da li per raggiungere la sua vicina abitazione, dove era solito entrare pure mulo e carretto, anche stavolta e non curante di quell’intimo momento di religiosità, cominciò a bestemmiare. L’uomo tirò dritto; ma dopo aver fatto alcuni passi, proprio all’angolo della strada, all’improvviso si bloccò.

Egli gesticolava e tentava di attirare l’attenzione delle donne, infatti non riusciva più a proferire parola alcuna; ed era rimasto totalmente muto. In un angolo a terra, tra le pietre, si vide spuntare una intensa luce; ed all’uomo, proprio li, parve di scorgere il divino volto di Maria. Viciù, dopo qualche attimo di smarrimento e ripreso l’uso della parola, si prostrò a terra unendosi alle donne in preghiera.

Si gridò al miracolo; e li, in segno di fede e di ringraziamento, venne eretta una cappella con una statuetta della Immacolata con ai piedi quella pietra che peraltro sembrava raffigurarne il volto. A quella sacra immagine, poi rubata e ritrovata, e successivamente sostituita, venne dato il nome di “Madonna Ritrovata”; e con questo nome però, si volle forse ricordare anche quel contadino/carrettiere; che in quella occasione, e grazie a quel prodigioso fatto, aveva ritrovato la sua fede smettendo di bestemmiare.

E proprio in questi giorni il Comitato di Quartiere ed i Maestri Infioratori Termitani, nella via Beccai e davanti alla cappella addobbata a festa, ricorderanno l’evento con una serie di belle iniziative alle quali vi invito a partecipare.

Nella foto la cappella e la pietra descritti nel racconto.


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