Fabio Sciascia: “Grand Hotel delle Terme, salvarlo? Ma da cosa?”

Riportiamo il comunicato dell’avv. Fabio Sciascia, capogruppo in consiglio comunale della Lega Salvini Premier

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Si parla molto in città della questione Grand Hotel, vediamo di capirla assieme.
In questi giorni, il consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi su una delibera relativa ai beni patrimoniali del comune; tra questi rientra anche il Grand Hotel delle Terme.
Il bene oggi é pignorato e potrebbe finire venduto all’asta.
L’amministrazione, con il conforto della Sovrintendenza, propone di variare lo status inserendolo come bene monumentale.


In un città normale il dibattito sarebbe questo; cioè favorevoli e contrari a questa variazione e stop.
Siccome noi non siamo una città normale il dibattito è diventato un altro e cioè: se è vero o è falso che cambiando la destinazione del bene lo stesso può essere venduto.

Leggendo Facebook troverete; da una parte: “L’abbiamo salvato noi perché così non si vende” e dall’altra: “Siete degli imbroglioni e bugiardi perché si vende lo stesso”.
Chiariamo questa curiosità, che come Lega ci interessa poco, e poi parliamo dell’albergo che ci interessa molto di più.
In breve:
1. Se si vende o no, NON DIPENDE DAL CONSIGLIO COMUNALE. Decide il Giudice della esecuzione.
2 A mio modestissimo parere, dichiararlo bene monumentale non da sicurezza di impedire la vendita. Sul punto è a disposizione di tutti, che quindi lo sanno, uno scritto del Consiglio Nazionale Notarile che ritiene che questi beni si possano vendere ma che lo Stato possa esercitare la prelazione.
3 Cambiare lo status può aiutare in una richiesta di sospensiva della vendita? FORSE SI, MA DECIDE SEMPRE UN GIUDICE, NON UN CONSIGLIO COMUNALE. (fino ad ora che io sappia le ha respinte).
4. Esistevano altre strade rispetto quella di ora? Secondo me un anno fa si (come Lega feci anche un volantinaggio con proposta scritta in consiglio comunale), ora non più, ma spero di sbagliarmi.
5. I singoli consiglieri hanno responsabilità in base a come voteranno? Minime ma ci sono a mio avviso e non sono quelle penali tanto paventate.
Veniamo ora ad una riflessione molto più seria e cioe’; salviamo, salviamo, salviamo, ma da cosa???
SVEGLIA AMICI MIEI!
La struttura é chiusa, è abbandonata e così continuando, se la mangeranno i topi. Non da lavoro, non produce economia eccetera.
Discutiamo di questo non se “sinceri o mentitori”.
Qualcuno si é chiesto se il comune potrà mai riaprire la struttura?
Se cercherebbe di darla ad un privato per riattivarla, scomputando i lavori da un canone?
Facciamo il bis…?
Non è bastato quanto è costata ai termitani in questi anni la vicenda?
E allora siamo cosi sicuri della bontà della operazione salvataggio?
Non ci sarebbe da augurarsi che lo compri un privato e lo renda funzionante?
Elimineremmo un debito e risparmieremmo centinaia di migliaia di euro.
Discutiamo di questo non di chiacchere paesane.
Un privato che investe lo apre e da lavoro, diversamente “salveremo” un bel palazzo da vedere in cartolina per i prossimi 50 anni!
SALVIAMOLO DAI TOPI NON DA UN’ASTA.


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