Comparto operatori 118 Sicilia: la replica al governo regionale

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Se una squadra non funzione a pagare è sempre l’allenatore al 99% dei casi. Chi fa l’allenatore si assume le responsabilità anche in caso di spogliatoio spaccato. I giocatori sono sempre stati in campo con lealtà ed hanno superato crisi epocali come l’odierna Pandemia. I loro responsabili Operativi hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo lavorando sempre in presenza, rischiando ogni giorno il contagio. Gli Uffici hanno sempre risposto ad ogni richiesta dirigenziale, dovendo confrontarsi con situazioni irreversibili come la vetustà del parco mezzi. Le procedure sono state tutte applicate, supplendo anche alle Asp, con spirito di sistema, allorquando il personale Seus si è trovato, ad esempio, a dover fronteggiare le continue sanificazioni dei mezzi. Cosa si puoi dire al personale Seus ed a chi lo ha diretto in presenza sul territorio, se non grazie? Altre logiche il personale seus non ne conosce, ad un movimento ad un sindacato ha fatto spostare l’abnegazione verso un’attività tesa al salvataggio della vita umana. Strumentalizzare il personale e fare entrare dentro la politica, non appartiene ai livelli intermedi della seus ne tantomeno ai soccorritori. Non si sono registrate criticità per tutta la pandemia a far data 2020 e si è anche proceduto alla revisione in corsa delle regole che fino a prima della Pandemia erano solo scritte sui manuali. Di più non si potrebbe fare, se non con una riflessione sul Sistema per riformarlo alla luce proprio di quanto vissuto. Ed è in questo campo che la politica dovrebbe intervenire, non per le difese di chi potrebbe difendersi da solo o di chi in questi anni è stato assente o venendo due volte al mese in Sicilia per gestire un servizio di emergenza cosi delicato.

Parametro zero? A 100.000,00 euro l’anno per una presenza di un giorno ogni 10 giorni

Chiediamo all’assessore Razza di intervenire (vista la scadenza di mandato dell’attuale CdA), con estrema sollecitudine. Confidiamo ancora una volta nel Suo autorevole intervento, al fine di far ripartire una macchina ferma da tre anni.

Per quanto sopra esposto, ricordiamo che lo sciopero dello scorso 3 giugno è espressione di malumori e preoccupazioni di circa 1600 dipendenti che attendono risposte certe da parte delle Istituzioni Regionali.

Le scriventi si riservano di richiedere un apposita commissione d’ inchiesta relativa all’ iniziativa del Presidente per

L’innalzamento dei livelli, in considerazione anche delle innumerevoli richieste di accesso agli atti fino ad oggi mai per venute.

COBAS: R. Faraci / C. Anastasi              CONFINTESA: M. Amato / M. Manzo

MUD: Il Direttivo Regionale           FIALS: C. Salamone / S. Motta            FSI – USAE: R. Spada
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