Opinioni: la gioventù, una generazione allo sbando

A cura di Giuseppe Mesi

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Quella di oggi potrebbe essere definita l’era dello sbando , una nuova generazione quella dei giovani che ritrova il divertimento nell’autodistruzione. È un fenomeno attenzionato dagli esperti che parlano di disagio giovanile. I giovani con i  loro stili di vita estremi per sfuggire alla noia, al dolce far nulla, al gusto di essere onnipotente. È importante osservare come un tempo i giovani che non riuscivano negli studi o che non potevano permettersi l’università erano seguiti dalle famiglie che proponevano loro attività come la lavorazione della terra, la raccolta  delle olive oppure a lavorare come muratore. Tutto veniva accettato, a volte anche a malincuore, pur di non gravare sulla famiglia e non deludere i genitori.

Oggi, nell’epoca dei social, tutto è cambiato, conta di più apparire, abbandonarsi in un mondo virtuale dove non ci sono limiti al rischio, anche con l’estrema conseguenza di perdere la vita con stupide “catene” che vanno dalla sfida a bere super alcolici, al legarsi robuste cinture al collo.
Tutto scivola velocemente attraverso i cellulari anche dei più piccoli, i quali molto spesso sfuggono al controllo dei genitori, perdendo dolorosamente la vita in stupidi giochi mortali. Ogni azione ha sempre una conseguenza, non bisogna perdere tempo a capire di chi è la colpa di tutto ciò, ma osservare, controllare, stare più vicino ai nostri figli affinché possano essere attratti da tutto ciò che è positivo, istruttivo e indirizzarli verso i valori che un tempo proiettavano i giovani in in mondo pieno di sogni.





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