Coronavirus: alcune considerazioni

lockdown
Condividi questo articolo






Coloro i quali hanno dimestichezza con la matematica e, più specificatamente con la statistica, sanno, per esperienza, che nell’osservare un fenomeno, più si allarga il numero di soggetti presi in considerazione (unità statistiche), più il dato ottenuto risulta corrispondente al dato reale.

Nei primi giorni di epidemia l’avanzata età dei pazienti deceduti aveva indotto ad una conclusione semplicistica, e cioè che morivano solo le persone anziane, in nome di quale studio scientifico tuttora non è dato sapere.

Con il trascorrere del tempo, purtroppo, il campione statistico è aumentato, e se il numero di decessi di persone in età avanzata risulta elevato, anche le varie fasce di età sono interessate.

In uno studio pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità (dati aggiornati al 23/03/2020), si nota che la presenza di altre patologie aumenta esponenzialmente la probabilità di morte dei pazienti ; si va dall’1,2% di chi non ha alcuna patologia al 48,6% di chi, a momento del contagio, soffriva di 3 patologie.

al di la dei dati numerici, che un organismo, i cui meccanismi di difesa sono indeboliti a causa delle persistenti precarie condizioni di salute, in combinazione con l’agente patogeno del Covid-19 risponda meno efficacemente alle cure cui è sottoposto rispetto ad un organismo in perfette condizioni di salute.

Queste considerazioni non devono indurre i giovani a prendere sottogamba le disposizioni del Governo, ammesso e non concesso che la vostra robusta fibra sia resistente al virus chi vi assicura non potreste essere voi, con la vostra giovanile incoscienza, la causa della morte di uno dei vostri consanguinei?

#iorestoacasa










Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *