Coronavirus: urge attivazione teleassistenza per i diabetici

Condividi questo articolo



Amd, Sid e Sie scrivono agli assessorati regionali alla sanità: gli ambulatori sono luoghi di aggregazione con elevato rischio di contagio e i pazienti devono essere protetti. Da alcune aziende e software-house piattaforme gratis per facilitare la comunicazione

Attivare in tutta Italia la teleassistenza per le persone con diabete. È la richiesta delle società scientifiche agli assessori regionali alla sanità. Un appello ripotato in una lettera sottoscritta da Amd (Associazione medici diabetologi), Sid (Società italiana di diabetologia) e Sie (Società italiana di endocrinologia). Già nei giorni scorsi gli specialisti erano scesi in campo, sollecitando la proroga dei piani terapeutici.

 

Nella lettera agli assessorati, le società scientifiche chiedono che venga “urgentemente autorizzata per tutti i Servizi di diabetologia presenti nelle rispettive Regioni, la teleassistenza a favore delle persone con diabete”. Gli specialisti suggeriscono alcune proposte concrete, come il seguente flusso di lavoro:

  1. Il paziente viene contattato telefonicamente e informato delle nuove modalità di servizio, e gli viene contestualmente fornita la mail aziendale del Servizio di diabetologia;
  2. Il paziente o il caregiver è invitato a inviare via mail copia scansionata/fotografata degli esami clinici e di eventuale ulteriore documentazione clinica (diario glicemie compreso, qualora non sia possibile la condivisione in Cloud o attraverso App dedicate);
  3. Il personale del Servizio di diabetologia trascrive esami ed esiti ricevuti via mail in cartella;
  4. Il medico ricontatta il paziente o il suo caregiver, concordando eventuali modifiche della terapia o richiedendo accertamenti;
  5. Il personale del Servizio di diabetologia invia al paziente o al caregiver, da mail aziendale, la relazione clinica di fine visita e l’eventuale richiesta di accertamenti, qualora non sia possibile la condivisione tramite Fascicolo sanitario elettronico”. 

Fonte





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *