Tribunale di Termini Imerese: accusato di furto cellulare con strappo, accolta richiesta archiviazione per un termitano

Condividi questo articolo






Il Gip del tribunale di Termini Imerese ha accolto la richiesta di archiviazione proposta dal Pubblico ministero nei confronti del termitano P.V., difeso dall’avv Sergio Burgio,  accusato dal grave reato di furto con strappo, punito dall’articolo 624 bis del codice penale con una pena fino a sei anni di reclusione.

Il fatto

I fatti risalgono al 19 giugno del 2019, allorquando P.V. durante un’accesa discussione con altri due soggetti nella centralissima piazza Europa di Termini Imerese, viene avvicinato da un signore il quale con il telefonino lo riprendeva. Il giovane P.V. convinto che il tizio stesse facendo delle riprese per trasmetterle su Facebook in diretta, si svincolava dai due ragazzi con i quali discuteva animatamente, e strappava il cellulare al legittimo proprietario, invitandolo a non effettuare le riprese. Il telefonino però veniva subito restituito alla moglie del proprietario.

L’accusa di “furto con strappo” e l’archiviazione

Il Pm, a seguito della denuncia, iscriveva sul registro degli indagati il sig. P.V. e dopo avere emesso un avviso di garanzia, gli veniva notificato l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari per il reato di furto con strappo. Immediatamente, P.V. unitamente al proprio difensore avv. Sergio Burgio, ha chiesto di essere sottoposto ad interrogatorio per potere fornire la propria versione dei fatti e tale scelta difensiva è risultata vincente perché il PM ministero, su sollecitazione della difesa, ha avanzato richiesta di archiviazione al Gip.

Il Pubblico ministero  ha sostenuto che “a seguito della notificata dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, P.V., rendeva interrogatorio nel corso del quale forniva una ragionevole ricostruzione alternativa dei fatti”. In particolare, affermava che “durante un litigio con altra persona, gli veniva riferito che un soggetto stava riprendendo la discussione con lo scopo di pubblicarla sul social network Facebook”.

L’avvocato Sergio Burgio

Quindi, per evitare che venisse pubblicato tale video, il P.V. strappava dalle mani della p.o. il telefono cellulare, non potendo sapere che costui, invece, stesse facendo alcune fotografie alla propria autovettura.

“Orbene da tale ricostruzione dei fatti – afferma l’avvocato Sergio Burgio – è emerso che il P.V. agiva senza il fine di trarre profitto per se o per altri dalla sottrazione del telefono cellulare, così come invece richiede la fattispecie criminosa del reato previsto e punito dall’art 624 bis.c.p”.










Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *