Cefalù, dall’ospedale Giglio parte l’appello della Fials: “Subito il rinnovo del contratto per gli operatori della sanità privata”


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Da Palermo parte l’appello degli operatori sanitari per il rinnovo contrattuale della sanità privata.

“Per questo comparto è urgente che si arrivi al rinnovo del contratto collettivo per dare la giusta dignità a questa professione. Non tutti i lavoratori  hanno ricevuto l’indennità covid e andrebbe prevista una voce per le malattie infettive, non ancora riconosciuta”.

È quanto dichiara Giuseppe Angiletti, sub commissario Fials per la sanità privata e in servizio all’ospedale Giglio di Cefalù.  


Il dirigente sindacale commenta positivamente la firma dell’accordo che garantirà circa 40 euro di aumenti ai soli lavoratori delle Rsa, ma auspica che si arrivi a un rinnovo contrattuale di tutto il comparto “considerato che il contratto è scaduto nel 2018 e necessita oramai di essere revisionato sia dal punto di vista normativo che economico. 
 
In particolare, per quel che concerne l’aspetto economico, il contratto in questione andrebbe rivisto anche alla luce dell’attuale crisi socio-economica, nonché per la parte relativa alle indennità che, a seguito delle innovazioni introdotte durante la pandemia da Sars-Cov-2, vanno adeguate, in linea con il contratto di sanità pubblica, considerato che non possono esistere operatori sanitari di serie A e di serie B.  Infatti, alla luce dei dati ministeriali attuali sulle infezioni da Sars-Cov-2, circa il 10% dei degenti è affetto da covid, per cui andrebbe prevista un’indennità per le malattie infettive, che andrebbe attuata”.
 
Sull’argomento arriva il sostegno di Giuseppe Forte, commissario Fials Palermo: “Sempre in tema covid, auspichiamo che il governo nazionale stanzi al più presto le risorse per le indennità agli operatori sanitari. Siamo al fianco dei lavoratori della sanità privata e chiediamo di  accelerare il percorso per il rinnovo dell’attuale contratto Aiop-Aris, consentendo il superamento di un contratto ormai obsoleto per garantire anche a questi operatori di ottenere taluni riconoscimenti e benefici, a parità delle professionalità e delle prestazioni rese dagli operatori della sanità pubblica, ma talvolta a condizioni contrattuali peggiori”.


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