Termini Imerese: nuovo direttivo alla Confraternita Maria Santissima Immacolata del Duomo

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Nuovo direttivo alla confraternita Maria Santissima Immacolata del Duomo di Termini Imerese. Emanuele Caruana è stato scelto nuovo superiore, Salvatore Longo primo congiunto, Marilena Davì secondo congiunto,  Antonino Campagna e Filippo Vallelunga consiglieri delegati del centro diocesano.

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«Ringrazio tutti i confrati e le consorelle per averci accordato la fiducia: la nuova presidenza, con puro spirito di servizio, si metterà sin da subito al lavoro, in comunione con il nostro parroco, don Antonio Todaro – ha affermato Emanuele Caruana – Attraverso il rinnovo delle cariche, la nostra confraternita ha oggi scritto una delle sue più belle pagine di storia: dal 1884 infatti, anno della fondazione, per la prima volta, una donna fa parte del Consiglio Direttivo. Questo è per me motivo di gioia e segno di maturità della confraternita tutta.
Unitamente a Salvatore Longo, Marilena Davì e la confraternita tutta, lavoreremo nella vigna del Signore, sotto la protezione della Beata Vergine Maria, per onorare la nostra antica storia e per il bene della intera comunità termitana. Eh… Chiamamula cà n’aiuta! Evviva Maria Mmaculata».

Il primo congiunto, Salvatore Longo, ha aggiunto: «Sono molto lieto di aver ricevuto l’incarico di 1°congiunto, perché essere a servizio della confraternita e lavorando in comunione con la chiesa è per me un grande onore.
Grazie della fiducia. Viva Maria Immacolata».

Il secondo congiunto, Marilena Daví, ha affermato: «Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato fiducia per l’espletamento di questa carica. Ne sono onoratissima e prometto di impegnarmi per non deludere le aspettative della confraternita tutta».

Il presidente uscente, Matteo Gelardi, ha augurato un buon servizio al nuovo direttivo.

Le parole dell’arciprete di Termini Imerese, padre Antonio Todaro

«La confraternita nasce per un cammino di fede, non è una realtà che può esistere sganciata da una parrocchia, ha una connotazione ecclesiale. Siamo nell’anno del sinodo, siamo chiamati tutti a camminare insieme. Una comunità è forte quanto più è coesa, animata da sentimenti di fiducia e fraternità, esige il dialogo, il confronto.

Padre Antonio Todaro

La fede non è uno show, qualcosa che si riduce a manifestazioni esteriori, ma un incontro nella fede con il signore Gesù e si manifesta con la celebrazione eucaristica domenicale. Le confraternite servono per la crescita nella fede dei propri membri perchè maturino nella fede. L’obbligo a custodire l’unità nasce dall’esigenza di non smentire la reciproca relazione di comunione dove la comunione non si fonda sui Like ma sulla verità e nel vangelo. Anche chi è chiamato a dirigerla deve essere di esempio per tutti i confratelli e le consorelle». 
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