Vegani e non, questo è sicuramente il piatto amato da tutti coloro che prediligono le verdure. Leggero infondo, salutare e ricco di vitamine, fa parte della tradizione natalizia di uno dei paesi madoniti di alta montagna, ovvero Polizzi Generosa, che di “generoso” ha anche la tavola. Tantissime le ricette per ogni occasione e periodo dell’anno. U’ cunigghiu è fra i primi a presenziare sulla tavola di Natale. 

Solitamente polemica degli animalisti sempre accesa è se mangiare o meno carne nelle feste soprattutto dove se ne fa ampio consumo.

Con il coniglio la diatriba si attenua.

La particolarità degli ingredienti di questo piatto freddo, simile ad una caponata ma molto più ricca, insolita ed elaborata, è che ricreano l’effetto della carne ma anche se il gusto inganna l’elaborazione è molto più particolare e comunque fatta da soli e semplici verdure sane e per lo più biologiche.

La ricetta originale prevede tante verdure come cardo, cavolfiore, patate, carciofi, zucchine essicate (preparate quando è stagione), olive nere e verdi, cipolla abbondante e capperi che vengono saltate con olio, e a cui viene aggiunta la trippa di tonno e il filetto di baccalà cotti a parte. In fine si aggiungono cipolle fritte, aceto di vino bianco e zucchero, come nel procedimento della caponata: tanto gusto e sfumature

 

I luoghi di montagna amano tantissimo ricordare le vecchie tradizioni che riprendono la storia culinaria antica degli avi, dove nei tempi lontani, non c’era molta possibilità economica di poter acquistare i generi alimentari più costosi come ad esempio le carni e quindi, i contadini di un tempo, cercavano di portare sulla loro povera tavola qualcosa che comunque creasse lo stesso effetto e saziasse i commensali della famiglia o alcuni degli ospiti invitati al banchetto più importante dell’anno dove ciò che contava era in qualche modo il solo festeggiare e ringraziare Iddio per un altro anno che si concludeva con la speranza di poter avere buoni propositi e prospettive migliori di vita anche con un buon raccolto prodigioso che consentisse loro di sfamarsi e di lavorare.

Accontentarsi pertanto, era il tema principale, valorizzando ciò che si possedeva con sacrificio. In fondo, il senso è proprio questo del saper “ringraziare”.

Ecco come sorge pure il giorno del ringraziamento molto comune in America, un ricordarsi di tutto ciò di buono che la vita dona ogni giorno e nella sua essenzialità evidenziando il bene più prezioso ovvero la vita la salute e la bellezza dei piccoli momenti che gratificano e rendono migliore ogni cosa con gusto essenziale.

Polizzi tramanda tutto questo e lo fa conoscere attraverso la cucina che valorizza sempre e comunque la famiglia, lo stare assieme, e il cibo racchiude questi momenti e li tramanda con intenso legame di affezionamento.

 

 

 


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