Gli anziani e l’estate: il pericolo, più che il caldo è la solitudine

A cura di Mariateresa Truncellito
In “Maria con Te” n. 28 del 10 luglio

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Sono molti i consigli che vengono dati ai nonni per evitare problemi di salute legati all’afa,
ma ai loro figli va ricordato che l’assistenza non va in vacanza

L’estate è la stagione più attesa, ma per gli anziani può essere la più rischiosa: le precoci
ondate di calore, con punte di 38-40 gradi possono rappresentare un grave pericolo per la
salute.

«In questi mesi, con le ferie e le chiusure delle scuole per le famiglie tutto si
complica. E gli anziani sono ancora più fragili, tanto che afa killer e isolamento sociale
portano a un aumento del 50 per cento del rischio di mortalità» conferma Francesco Landi,
presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. «L’appello è quello di non
abbandonarli a loro stessi, ma di fare ciascuno la propria parte attraverso una rete di
protezione sociale. Protezione che deve estendersi anche a chi li assiste: occuparsi di un
anziano, specie con deterioramento cognitivo, impegna il famigliare sia sul piano pratico-
organizzativo che su quello emotivo, con un impegno complesso e gravoso. Lo stress
derivante dal carico assistenziale può causare una riduzione della qualità delle cure e, nel
peggiore dei casi, situazioni di abuso che esplodono con il caldo estremo fino all’abbandono».

Le stesse preoccupazioni vengono espresse da Roberto Messina,
presidente Senior Italia FederAnziani: «Aiutiamo i nostri nonni, evitiamo il bollettino di
guerra a cui siamo tristemente abituati. Non lasciamoli soli! Sempre, ma di più con l’allerta
caldo e dopo due anni di pandemia, in cui spesso proprio la solitudine ha rappresentato,
insieme al Covid, la paura maggiore. Non vi stancate di chiedere se hanno bisogno di
qualcosa, quando il caldo impedisce loro di uscire di casa per gran parte della giornata. E
provvedete ai loro bisogni essenziali se non è possibile farlo da soli. Ricordategli di
seguire le loro terapie, perché interromperle o modificarle, senza il parere del medico, può
avere serie conseguenze. Se è possibile, portateli in vacanza con voi, in ogni caso non
abbandonateli: chiamateli al telefono e, quando possibile, attraverso tutti gli strumenti
digitali a disposizione. Anche una videochiamata può essere, in alcuni momenti, un segno
di vicinanza importante», insieme a una persona di fiducia che possa passare a trovarli e
darvi notizie su di loro.

Come ogni anno, la federazione della terza età ha messo a punto una serie di regole “anti-
caldo” per proteggere i nonni. Innanzitutto, è possibile tenere d’occhio le giornate più a
rischio per le ondate di calore attraverso il portale del Ministero della Salute
(www.salute.gov.it). È consiglio di buon senso non uscire tra le 12 e le 17, quando fa
davvero molto caldo. Attenzione all’idratazione: gli anziani spesso non avvertono lo
stimolo della sete, ma è indispensabile sempre bere almeno un litro e mezzo di liquidi al
giorno, in modo da reintegrare le perdite di sali minerali, evitando bevande alcoliche,
gassate, troppo zuccherate e troppo fredde.

E anche non eccedere con caffè o tè. I pasti
devono essere leggeri, dando la preferenza a pasta e riso, frutta, verdura, gelati alla frutta.
Evitare cibi grassi e piccanti. Sì alle finestre aperte, e anche a un ventilatore, senza però
esporsi alla ventilazione diretta. Quando si esce, indossare abiti leggeri, non aderenti, di
colore chiaro e tessuti naturali e tenere il capo riparato dal sole. Non rimanere in auto
parcheggiata sotto il sole, per esempio in attesa di una persona scesa per una
commissione o per fare una telefonata. Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in
località collinari o termali, ma comunque al mare o in montagna attenzione a non esporsi
al sole in modo prolungato e se poi dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con
acqua fresca per abbassare la temperatura corporea.

Padre Giovanni Calcara, domenicano del convento di Soriano Calabro (Vibo Valentia),
ricorda come «Nel suo messaggio per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, il
prossimo 24 luglio, il Papa ha definito il versetto del salmo 92 “nella vecchiaia daranno
ancora frutti” una buona notizia, un vero e proprio “vangelo”. E ha aggiunto: “Perché va

Padre Giovanni Calcara

controcorrente rispetto a ciò che il mondo pensa di questa età della vita e anche rispetto all’atteggiamento rassegnato di alcuni di noi anziani, che vanno avanti con poca speranza e senza più attendere nulla dal futuro”.

Il Salmo richiama il valore dell’anziano come
testimone della fede e portatore di esperienze e di saggezza, come le radici di un albero che gli permettono di vivere e fiorire. Gli anziani non sono degli scarti fastidiosi d’estate e dei servitori quando ci fanno comodo. Certo, in mancanza di un reale aiuto da parte della
società è vero che il periodo delle ferie può creare problemi alla famiglia, specialmente
quando ci sono bambini e adolescenti che non vedono l’ora delle vacanze o quando i
coniugi non riescono ad averle nello stesso momento. Però è anche il periodo che più di
altri permette di riallacciare i rapporti tra nipoti e nonni, specialmente se vivono in altre
città. E non vanno sottovalutate le iniziative di centri anziani, parrocchie, associazioni di
volontariato o comuni che organizzano case vacanze destinate alla terza età o attività in
città che facilitano la socializzazione».

 


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