Sit-in di protesta al comune di Termini Imerese degli operai ex Fiat

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Questa mattina sono ripartite le proteste degli operai dell’indotto dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese.

A riaccendere la protesta sono gli operai che sono stati licenziati e quelli che vanno in contro alla fine dei sussidi statali  raggiungendo un numero complessivo di circa 120 lavoratori dell’indotto.

Per loro attualmente non ci sono prospettive di rinnovo.

Inoltre altri 180 lavoratori dell’indotto vanno incontro allo stesso destino, infatti  rimarranno esclusi dagli ammortizzatori sociali a dicembre 2020.

Durante la mattinata sia il commissario straordinario Antonio Lo Presti, che altri esponenti della politica termitana hanno incontrato i lavoratori.

Dopo un sit-in alla sede di piazza duomo del Comune di Termini Imerese, la stessa si è conclusa all’annuncio dell’incontro programmato per giorno 23 gennaio con  l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone.

Durante  questo appuntamento i lavoratori annunciano che: “Chiederemo non soltanto il rinnovo della cassa integrazione ma anche la qualità delle tutele – ha affermato il segretario della FiomSicilia, Roberto Mastrosimone -. Sarà l’occasione per ricordare ai nostri rappresentanti regionali dell’accordo siglato il 22 dicembre 2014 quando la Blutec è subentrata alla Fiat, in cui la Regione Siciliana si è assunta l’impegno di garantire gli ammortizzatori sociali per l’indotto e servizi. Ciò al momento non è stato rispettato, chiediamo dunque che vengano mantenuti gli impegni assunti in passato a tutela di tutti i lavoratori dell’area industriale di Termini Imerese”





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