Termini Imerese: un’opera scultorea di Peppe Piscitello alla mostra “Presepiando Artisticamente” 2025/2026

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Contenuto a cura di Giacinto Barbera

La mostra Presepiando rappresenta un appuntamento annuale di particolare rilievo nel panorama culturale e natalizio di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Si tratta di una rassegna dedicata all’arte del presepio, che include lavori tradizionali e opere d’arte ispirate al tema della Natività, con l’obiettivo di valorizzare la tradizione, la cultura e il sentimento religioso legati al Natale.

Quest’anno la rassegna si svolge presso il centro espositivo Officina d’Arte, in via Mazzini 27, dal 12 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026. In questo contesto si inserisce in modo significativo l’opera dello scultore Peppe Piscitello, che contribuisce alla mostra con una scultura dal linguaggio contemporaneo, profondamente radicata in un intenso simbolismo spirituale e universale.

L’opera, realizzata in terracotta dalla tonalità marrone-rossastra lucidata a cera, si configura come una scultura di forte carica emotiva. La scelta del materiale, l’argilla cotta, conferisce all’insieme un aspetto caldo, naturale e terroso, accentuando il legame con la dimensione primordiale della vita e della nascita. La scultura è posta su una base di colore nero, che crea un netto contrasto cromatico e contribuisce a valorizzarne la presenza nello spazio espositivo.

Dal punto di vista compositivo, l’opera è strutturata attorno a due elementi principali: un bambino appena nato e una coppia di mani adulte che lo sorreggono. Il bambino è raffigurato in una posizione fetale, con gli occhi chiusi, come immerso in un sonno sereno. L’attenzione ai dettagli anatomici, quali le pieghe della pelle e la delicatezza dei lineamenti del volto, accentua la percezione di fragilità e vulnerabilità, rendendo la figura particolarmente intensa sul piano espressivo. Il corpo del neonato è accolto da una grande mano aperta, sostenuta a sua volta da una seconda mano sottostante, entrambe caratterizzate da tratti maturi che alludono all’età adulta.

Un elemento simbolico di grande rilevanza è rappresentato dalla corda avvolta attorno ai polsi e agli avambracci delle mani. Essa richiama metaforicamente il cordone ombelicale, inteso come legame originario e indissolubile della vita. A questo si aggiunge un piccolo anello, realizzato nello stesso materiale della scultura, che poggia sulla mano inferiore e rafforza ulteriormente il concetto di unione e continuità.

Nel suo insieme, l’opera si presenta come un potente simbolo universale della nascita e della vita. Il neonato incarna la meraviglia e la fragilità dell’esistenza appena iniziata, mentre le mani che lo sostengono evocano protezione, cura e amore, riconducibili sia alla dimensione genitoriale sia a quella comunitaria. La corda, infine, può essere interpretata come segno del legame tra genitore e figlio, ma anche, in senso più ampio, come connessione dell’essere umano con la terra e con le proprie origini.

L’inserimento della scultura all’interno di una rassegna dedicata ai presepi apre inoltre a una lettura di carattere religioso: il bambino può essere ricondotto alla figura del Bambino Gesù, mentre le mani che lo accolgono possono rimandare alla protezione della Madonna e di San Giuseppe o, in una prospettiva più astratta, alla mano divina. In conclusione, la scultura di Peppe Piscitello si distingue come un’opera densa di significati, capace di trasmettere un profondo senso di tenerezza e di speranza, in piena sintonia con il messaggio spirituale e simbolico del Natale.

 

 

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