La madre ha 18 anni, viene dal Corno d’Africa. Vittima di violenze durante il viaggio, ora è ricoverata nell’ospedale termitano ma non è più in gravi condizioni e continuerà la riabilitazione nel nosocomio imeresse. I medici e il direttore dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Cimino, Giuseppe Canzone: “Faremo tutto il possibile”
Una piccola vita che nasce in mezzo al dolore. All’ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese è venuta alla luce una bimba migrante, figlia di una giovane madre di soli 18 anni, giunta in Sicilia dopo un viaggio lungo e tragico dal suo paese d’origine nel Corno d’Africa.
La ragazza è arrivata denutrita, provata nel corpo e nello spirito. Durante il viaggio ha subito maltrattamenti e violenze che le hanno causato un blocco agli arti. È assistita da un’équipe di medici e psicologi del nosocomio cittadino, guidato dal dottore Giuseppe Canzone, che si sono subito mobilitati per garantirle cure e supporto. Al momento non riesce ancora a raccontare quanto ha vissuto, troppo forti il trauma e la sofferenza.

Ma oggi, tra la fatica e il dolore, c’è anche un segno di speranza. La piccola sta bene, è in buone condizioni, e viene accudita dal personale del reparto di ostetricia e pediatria con grande attenzione e umanità. “Questa nascita è un miracolo nella tragedia – racconta il dottore Canzone – è la dimostrazione che la vita trova sempre la forza per andare avanti, anche nei momenti più bui.”
La madre, benché ancora molto provata, ha accennato un sorriso quando ha visto la sua bambina. Un gesto semplice ma potente, che racconta più di mille parole.
L’ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese ha attivato tutti i servizi di assistenza sociosanitaria per garantire alle due pazienti un percorso di cura completo. La giovane madre avrà bisogno di tempo, protezione e sostegno per ricostruire la sua vita. Intanto, in una stanza d’ospedale illuminata da una nuova nascita, si è accesa una speranza.

