Ci sono a volte degli appellativi, in questo caso dati ad una Sacra Immagine, che certamente fanno sorridere; e così come fu per un San Giuseppe definito “u cunfusu”, a Termini Imerese abbiamo pure “u Crucifissu chi peri chiatti” ! Ma andiamo con ordine.
Nella parte bassa della nostra città esiste ancora una antica chiesa dedicata a San Bartolomeo; chiesa costruita sul finire del 1500 e detta dei pescatori. Qui aveva infatti sede una confraternita che li rappresentava e che era intitolata al Prezioso Sangue di Cristo.
Confraternita che, da quel che se ne sa, vi si era costituita dopo che i pescatori, a seguito della costruzione di un nuovo approdo, avevano cambiato la loro chiesa di riferimento che prima si trovava a Termini alta; ed era quella di Sant’Andrea.
Non so se provenisse proprio da quella chiesa; ma qui a San Bartolomeo c’era, e c’è ancora oggi, una bellissima se pur malandata statua lignea di Gesù Crocifisso. E’ un’opera di autore ignoto ma di particolare pregio che, come mi riferisce anche l’esperto d’arte Gaetano Spicuzza, dovrebbe addirittura risalire al XIV° sec.
E’ una statua che ha la caratteristica di avere dei piedi dalla forma non usuale e con le dita a martello; e forse fu proprio per questo, almeno così si pensa, che alcuni pescatori incominciarono a soprannominarlo “U crucifissu chi peri chiatti”.
(Nelle belle foto di Corrado Chiavetta, oltre al Crocifisso si vede pure un primo piano dei suoi piedi, che evidentemente hanno attratto anche l’attenzione dell’autore)



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