Termini Imerese: “Ninu u comunista”

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Probabilmente le idee comuniste erano già radicate in famiglia; e così anche il giovane Simone ne fece motivo del suo impegno politico e sindacale. La madre, una sartina, si chiamava Vincenza Veca; e il padre, che di mestiere faceva l’impiegato, Paolo Fardella.
 
Chissà se nei pochi anni vissuti a Termini gli amici lo chiamarono veramente “Ninu u comunista”; il suo nome completo era infatti Simone Antonino Fardella, ed era nato nel pomeriggio del 23 febbraio 1887 in una decorosa casa di via dei Tribunali (oggi via Roma), al numero 52. Appena ventenne aveva sposato a Palermo tale Basile Francesca Maria; e proprio li era andato ad abitare avendovi trovato lavoro come agente postale. Il suo impegno politico svolto da fervente attivista, prima fra i socialisti e poi come comunista, durante il periodo fascista gli costò la libertà; e infatti venne arrestato il 20 novembre del 1926. Ecco come la sua storia è riportata dall’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti):
 
“Socialista attivo dall’immediato dopoguerra, poi comunista. Nel 1923 a Potenza è nominato fiduciario di quella città per la FGCI: con perquisizioni eseguite a Girgenti si scoprono e sequestrano lettere inerenti all’organizzazione di movimenti contro il fascismo. E’ così processato nel 1924 per incitamento alla ribellione e assolto. Vigilato, nello stesso anno licenziato dalle Poste. E’ arrestato il 20.11.1926 quale “instancabile propagandista antifascista” e confinato a Favignana per 5 anni. Qui viene nuovamente arrestato e deferito al Tribunale Speciale che, il 17.3.1928, lo condanna a 6 anni di reclusione per associazione comunista, cospirazione, propaganda sovversiva, vilipendio delle istituzioni, offese al “duce”, sobillazione di militari ecc. E’ inviato nei reclusori di Fossombrone e Capodistria. Liberato condizionalmente il 20.7.1930 e rimandato al confino a Ponza, è liberato definitivamente il 21.3.1932 per fine pena in quanto “il tempo trascorso in carcere in seguito a condanna del Tribunale Speciale fu commutato quale periodo di confino”.
 
Iscritto nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Nel novembre 1943 è arrestato in Sicilia dagli Alleati per attività comunista e deportato in Algeria fino al dicembre 1944″.
Simone Antonino Fardella, uno dei tanti personaggi termitani dimenticati, moriva a Palermo il 10 aprile del 1961.

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