Ad avere questo nome è una delle tante caratteristiche viuzze che attraversano il centro storico di Termini Imerese; strada che, in questo caso, collega trasversalmente le due magnifiche scalinate di via Errante e via Roma.
La via, nella sua originaria denominazione di “Vico”, deve il nome al fatto che alla fine del suo percorso, proprio in prossimità di via Roma, vi si trova una suggestiva cappella dedicata alla Sacra Famiglia. Raffigurazione che al centro riporta giusto una bella immagine della Madonna con in braccio Gesù Bambino, e accanto San Giuseppe. La presenza di questa edicola divenne talmente popolare al punto che nella toponomastica cittadina, oltre alla strada, con il nome di “Madonna Bella” venne identificato anche l’intero quartiere.

Dalle note che ci vengono riportate da Andrea Sansone e Gaetano Schifano nella loro pregevole opera dal titolo “Le edicole votive di Termini Imerese” pubblicata da “Archeoclub d’Italia Himera”, apprendiamo che questo tempietto venne realizzato tra il 1869 e il 1870; e che in origine apparteneva alla famiglia Priolo-Battaglia. Non è noto l’autore del dipinto, che potrebbe essere Giuseppina Denaro Dominici; e, (cit) “…sembrerebbe appartenere alla scuola di Raffaello”. Lo stesso testo cita anche il ricordo di una abitante del posto, la signora Rosalia Pedone, che raccontava come:
“…negli anni venti del secolo scorso tutte le mattine un giudice del Tribunale di Termini Imerese, forse proveniente da Palermo, veniva ad inginocchiarsi dinanzi a questa immagine, prima di iniziare il suo lavoro…”
E a tal proposito c’è da dire che proprio negli anni venti del novecento, quella zona fu parecchio frequentata non solo da giudici; ma anche da molti familiari di imputati che, con ogni probabilità, proprio davanti a quella cappella di “Maria Bella”, come era pure chiamata, si saranno fermati in preghiera. Infatti nel Tribunale di Termini Imerese, tra il 4 ottobre del 1927 e l’11 gennaio del 1928, si svolse quello che è ancora oggi considerato il primo vero maxi processo di mafia; processo che portò alla sbarra oltre 160 imputati. Oggi la via Madonna Bella è una stradina semideserta e con non poche case in stato di abbandono. Eppure, nel percorrerla, sembra ancora di udire le preghiere sussurrate a Maria; che, tra il silenzio di vecchie mura, e ancora li a consolare i passanti con il suo volto soave e il suo sguardo amorevole.

Dei trascorsi di questo luogo ha personali ricordi Fra Giuseppe Arrigo che così scrive: “…ricordo che da piccolo, nei pressi di questa cappella della Madonna bella c’era una signora che aveva un piccolissimo negozietto di generi alimentari. Ricordo ancora che al suo interno c era un profumo bello, buono, di caramelle e di altro genere, profumi che negli altri negozi oggi non si trovano più.
Ricordo questa signora piccolina, vestiva di nero. Era buona, dolce, non ricordo il suo nome ma il suo viso l’ho impresso in me e la custodisco nella preghiera…”
La via Madonna Bella non è la sola che nella nostra toponomastica richiama alla profonda devozione che i termitani nutrono nei confronti della Madonna; il cui culto, secondo tradizione, venne introdotto da San Calogero Eremita, primo patrono della città.
CONTENUTO E FOTO A CURA DI NANDO CIMINO
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