Termini Imerese: la prima notte di nozze

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In passato era consuetudine non sposarsi nel mese di maggio, in quanto ritenuto nefasto: infatti un vecchio proverbio siciliano recitava: “Spusa majulina nun si godi a cuttunina”.

Ovvero il matrimonio di maggio non arriva all’inverno. Ma voglio qui parlarvi di un’altra “disgraziata” eventualità; e cioè di quando gli sposini trascorrevano la prima notte di nozze con la vicinanza della suocera.

Spesso ciò era dovuto a una necessità; infatti non tutti avevano la possibilità di andare ad abitare in una casa propria, e perciò si “accontentavano”, sin da subito, di coabitare con la famiglia di lei o di lui.

Accadde così anche nel mio parentado; e mi si raccontava pure di una vicina che proprio per questo motivo, alla prima notte di nozze della figlia maggiore, per pudore ebbe a mandare altre due figlie più piccole che aveva in casa, ospiti da parenti. 

E però, in alcuni paesi dell’entroterra, necessità abitative a parte, era proprio uso che la madre di lui trascorresse ugualmente la prima notte di nozze vicino agli sposi; questo per potere far fronte, da esperta, ad eventuali necessità di lei; spesso ragazza giovanissima, che il Pitrè descrive come: “…confusa, piena di terrore, trepidante…fiore immacolato (che) passa in mano a un uomo, che ne sarà quind’innanzi il padrone assoluto…”

Lei quindi giovane e inesperta, e lui pronto a diventarne il padrone assoluto! E sempre a proposito di lui ecco come, ancora il Pitrè, ne descrive le emozioni al momento di quel primo approccio:
“…Nun mi cridennu mai simili effettu, d’aviri mmanu mei stu gran tisoru; li me vrazza ti foru catalettu, l’occhi e li gigghia dui torci foru. Quannu la misi ‘ntrà dd’amatu lettu, e ci scuprivi li minnuzzi d’oru, si spaccau l’arma, si rumpiu stu pettu, quannu ci ‘ntisi diri: ‘u matri, moru…”

Oggi le consuetudini sono cambiate; non credo esista più questa forma di “romanticismo” da ansia della prima volta, e soprattutto non credo proprio che la sposa, impaurita, pronunci più parole tipo…”Matri moru!”.

CONTENUTO A CURA DI NANDO CIMINO

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