Termini Imerese: disabile ventilato prigioniero al sesto piano: “Ascensore rotto da tre mesi”

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L’appello disperato della famiglia e dell’Associazione “Aiuto Per Thermae Himerae”: «Il 23 e 24 febbraio scadenze vitali per la salute del paziente. È un sequestro di persona legalizzato»

Una situazione che oltrepassa i confini del disservizio per sfociare nell’emergenza sanitaria e civile. Da oltre novanta giorni, un cittadino di Termini Imerese, residente al sesto piano di un immobile di edilizia popolare gestito dallo IACP di Palermo, è letteralmente prigioniero in casa propria.

L’uomo, affetto da una grave patologia che lo costringe alla ventilazione assistita con ossigeno, non può uscire dall’appartamento a causa del persistente guasto dell’unico ascensore dello stabile. Una condizione di isolamento forzato che gli impedisce di sottoporsi a visite specialistiche vitali per il monitoraggio del suo precario stato di salute.

Il paradosso del sopralluogo: “Riparazione tra sei mesi”

Dopo mesi di silenzio e numerose PEC inviate allo IACP e al Comune di Termini Imerese, la situazione sembrava essersi sbloccata grazie al deciso intervento dell’associazione “Aiuto Per Thermae Himerae”. Lo scorso martedì 10 febbraio, i tecnici dello IACP e della ditta autorizzata hanno finalmente effettuato un sopralluogo. Tuttavia, l’esito del controllo ha gelato la famiglia: i tempi previsti per il ripristino della funzionalità dell’impianto sono stati stimati in circa sei mesi.

L’ultimatum: il 23 e 24 febbraio date critiche

Il tempo delle attese è però scaduto: il calendario della salute non aspetta i tempi della burocrazia. Nelle giornate del 23 e 24 febbraio, il paziente è atteso in strutture ospedaliere per visite specialistiche indifferibili. Saltare questi appuntamenti significherebbe compromettere irrimediabilmente un quadro clinico già estremamente precario: un rischio che la famiglia non è più disposta ad accettare nel silenzio delle istituzioni.


Un rischio vitale inaccettabile

«Prevedere sei mesi di attesa per un paziente ventilato al sesto piano è una condanna – dichiarano i familiari supportati dall’Associazione – In caso di emergenza medica o di necessità di evacuazione rapida, l’assenza dell’ascensore renderebbe i soccorsi impossibili.
Si richiede con forza al Sindaco di Termini Imerese, quale autorità sanitaria locale, e alla dirigenza dello IACP di Palermo di intervenire ad horas. La famiglia annuncia che, in assenza di una soluzione immediata che garantisca il diritto alle cure del 23 e 24 febbraio, si procederà con una denuncia formale presso la Procura della Repubblica».

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