Termini Imerese città dei presepi …anche rubati

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A Termini Imerese quella dei presepi è una tradizione antica che inizia diversi secoli fa nella chiesa dell’Annunziata. Fu qui infatti che tra il 1495 e il 1516, venne composto un “trittico” di statue di marmo che intendevano rappresentare proprio la scena della natività. Era formato da un San Giuseppe, opera dello scultore Francesco li Maistri, e da una Madonna e un Bambinello realizzate dal palermitano Andrea Machino.
 
Ancora oggi, e proprio in questi giorni, il gruppo marmoreo presepiale, considerato dagli esperti il più antico di Sicilia, è visitabile alla fine del suggestivo percorso del “Presepe Vivente” che ogni anno e con particolare successo, viene organizzato in città. Purtroppo non è più visibile un altro prezioso ed antico presepe di scuola trapanese, realizzato in corallo, avorio e madreperla, rubato nel 1986 dal nostro Museo Civico privando la città di una delle sue tante opere d’arte.
 
Un significativo ricordo dei primi anni del novecento relativo alla tradizione presepiale termitana, è pure quello che ci offre il prof. Giuseppe Navarra che così scrive:
 
“…A sera si andava alla chiesa del Monte, ad ammirare un magnifico presepio che era stato allestito con pupi forniti dall’Ing. Indovina. L’albero non era ancora in voga; il presepio restava nei nostri cuori come il simbolo del Natale ed alla chiesa del Monte se ne preparava uno veramente grandioso…ci staccavamo proprio a malincuore per ritornare a casa…”
 
Ancora oggi, e giusto per mantenere viva questa antica tradizione, in tante chiese della città vengono allestiti caratteristici presepi. Mentre alcuni dei “pupi” realizzati dall’Ing. Indovina, e di cui parla il Navarra, sono esposti in una mostra offerta dal gruppo “Presepiando” che è visitabile presso l’Officina d’Arte di via Mazzini.
 
Nella stessa via, ovvero presso la chiesa della Misericordia annessa al museo civico, è aperta al pubblico pure un’altra mostra di arte presepiale organizzata in questo caso dalla Associazione “Nativity OdV”.
 
Un giro per le chiese della città consentirà di poter pure ammirare alcune opere d’arte ispirate a scene della natività. Fra queste una “Madonna del latte” dipinta nel 1630 da Francesco La Quaraisima che si conserva presso la chiesa Madre; o una “Adorazione dei Magi” anch’essa del XVII secolo, molto suggestiva se pur non in buono stato, che è visibile nella caratteristica chiesa di Santa Caterina insieme ad una analoga “Adorazione dei Pastori”.
 
In fatto di presepi Termini Imerese eccelle anche nel campo dell’arte poetica; e infatti Padre Tommaso Giunta volle dedicarvi questi versi che si intitolano proprio “Lu Presepiu” con cui chiudo questo post augurando a voi tutti “Serene Feste”.
 
Era tempu d’invernu e nivicava,
la nivi chi catammiri cadeva
li tetti e l’arvulami cummigghiava
ma un’arma pi la strata un si sinteva;
sulu luntanu c’è ‘na ciaramedda
chi sona na divota ninnaredda.
A pocu a pocu abbaca la timpesta,
di sgarru spunta in celu qualchi stidda,
la genti, intabbarrata ‘nsina testa
pocu si cura si la notti è fridda,
curri a la grutta di lu Bammineddu
chi dormi ntra ‘na vacca e un asineddu.
Trovanu in ginucchiuni la Madonna,
chi canta a lu sò nicu ninna nanna,
c’è puru San Giuseppi, gran culonna
chi guarda sudisfattu e canta osanna,
ci sunnu li pasturi ed autri genti,
chi offrinu li doni alligramenti.
Spunta ‘na granni stidda all’orienti,
chi signa lu caminu ai viaggianti,
lassaru li ricchizzi prontamenti
e currinu a la grutta tutti quanti;
sunnu tri re vinuti di luntanu,
lu vecchiu, lu picciottu e l’africanu.
La Bedda Matria tutti binidici,
a tutti voli dari amuri e paci
e a nomu di Gesuzzu a tutti dici:
vi lassu lu sò cori, si vi piaci,
turnati a casa vostra, o bona genti,
sempri filici e sempri cchiù cuntenti.
 
 
A cura di: Nando Cimino
 

 
 
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