Contenuto a cura di Nando Cimino
Quella di “occultare” la storia della città è un vezzo antico che ancora oggi caratterizza Termini Imerese. Lo si è fatto anche in tempi recenti “rinnegando” atti di passate amministrazioni o, come nel caso della toponomastica, cambiando nomi di vie e spazi pubblici.
Il tutto per spesso intestarli a figure minori, se non addirittura marginali, con il solo scopo di distribuire contentini o cancellare il passato; presi magari da un ormai anacronistico furore ideologico, che serve solo a creare steccati e pregiudizi.
Quella che vedete in foto è la targa che indica la via Ancona; stradina che si trova nella parte bassa di Termini a pochi passi da piazza Bagni; dove, cambiandone l’antico nome, con un colpo di pennello si è riusciti a cancellare la memoria di un personaggio che, con la sua notevole figura, ebbe a caratterizzare un pezzo di storia della nostra città.
Infatti, se guardate attentamente, noterete come la lapide marmorea rechi ancora l’originario nome della via, che si chiamava così già nel 1879, e che era quello di Vico Antonino La Manna.
La biografia di questo personaggio è ben riportata anche in un testo dello studioso Antonio Contino, pubblicato sulla rivista “Espero”, che così ne parla:
“…il La Manna si dedicò soprattutto alla professione di chirurgo (cerusico) distinguendosi nel campo degli interventi legati ai calcoli, tecnica che egli aveva affinato nei suoi studi precitati. Nel contempo coltivò il dono innato di una vena poetica fluente, dotta, arguta e spesso estemporanea, cimentandosi con successo sia nella lingua italiana, sia in quella siciliana. Inoltre, il nostro fu un appassionato cultore di numismatica ed archeologia siciliana. Il La Manna, pertanto, a pieno titolo entrò a far parte del locale consesso dell’Accademia Euracea, assumendo lo pseudonimo di Filecide Pernicio…”
Aggiungiamo anche che il dott. La Manna, nato il 29 luglio del 1771, oltre a curare gratuitamente i poveri, a soli ventotto anni fu il primo a istituire a Termini Imerese una scuola di ostetricia per levatrici. Egli fu anche Gran Maestro della “vendita” (carboneria massonica), che era chiamata “Figli di Ercole” e che aveva sede nel convento attiguo alla chiesa di San Francesco di Paola (u santu Patri).
Perchè quindi alla via venne cambiato nome e Antonino La Manna di fatto cancellato dalla toponomastica, e dalla storia “visibile” di Termini Imerese? L’atto relativo, deliberato dal nostro Consiglio Comunale, risale al mese di giugno del 1951; e la motivazione riportata è quella di “omonimia”.
Una omonimia che, solo pochi anni prima, era stata voluta dagli stessi amministratori termitani; i quali, giusto per tornare al discorso iniziale, avevano agito con sprovvedutezza, se non in malafede, cancellando dallo stradario la via San Lorenzo e intestandola ad Alfredo La Manna. Ovvero dedicando la nostra graziosa scalinata ad un giovane tenentino, morto durante la prima guerra mondiale e decorato con la medaglia d’argento, che, se pur con i dovuti onori per quanti si sono immolati per la patria, di certo e ben distante dal vantare il “curriculum” e il valore storico del dott. Antonino La Manna.
Ed ha motivo d’essere anche la originaria ubicazione del “Vico Antonino La Manna”; che, come vi dicevo, è oggi via Ancona a Termini Bassa. Essa si trova infatti nelle vicinanze delle catacombe della chiesa di Sant’Orsola; dove, sebbene senza esequie, perchè non credente, egli venne seppellito il 13 settembre del 1844.
Io penso che sia giunto il momento di rimediare a un errore (?) fatto dai nostri passati amministratori; e quindi sarebbe auspicabile che la attuale commissione della toponomastica provvedesse, se fattibile, al ripristino della antica denominazione della via Ancona, riportandola alla sua origine. Il tutto per ridare valore alla storia, e il giusto merito a un personaggio che tanto lustro ha dato alla città.

