Ho virgolettato una parte del titolo perché nella storia che sto per narrarvi, fra le due attività non vi è un vero e proprio nesso diretto. Infatti il rapporto tra prostituzione e musica lo ritroviamo solo nel nome di questo grazioso spiazzo che si trova nascosto tra le viuzze della parte bassa della città, e che oggi si chiama Piazzetta Giuseppe Geraci.
Si sappia che il posto, e lo vedete dal documento in foto che risale al 1820, anticamente portava il nome di “Piano di Pipiritana”; un appellativo quantomeno singolare sulla cui origine c’è una qualche incertezza. Faccio comunque buona, ma più per convenzione che per convinzione, la spiegazione dei ricercatori Contino e Mantia i quali ipotizzano che tale nome possa esser stato conseguenza del fatto che in tempi ben lontani, da quelle parti esercitasse il proprio mestiere una famosa prostituta originaria di Palermo e in particolare del quartiere Papireto; e per questo detta la “Papiritana” o appunto “Pipiritana”.
C’è però pure da annotare, ma anche in questo caso il nesso con il posto di cui parliamo sarebbe tutto da dimostrare, che nella lingua spagnola esiste proprio la parola “Pipiritaña”. Qui però si tratta di una sorta di piccolo strumento musicale ricavato artigianalmente dalle cannucce di piante spontanee, che personalmente immagino come quella specie di fischietti che costruivamo da bambini utilizzando gli steli verdi del fieno o dei cosiddetti “cannizzola”; a cui facevamo un taglio di sbieco e che chiamavamo “a sampugna”.
E comunque, giusto a togliere le castagne dal fuoco, ci pensò il comune di Termini; che il 29 giugno del 1924 decise che quel nome, che intanto con il passare degli anni era stato “ingentilito” facendolo diventare “Pipilitana”, andava cambiato. Ecco a tal proposito cosa riporta il relativo verbale:
«…Successe all’ordine del giorno la proposta di cambiarsi la denominazione della Piazzetta Pipilitana in “Piazzetta Giuseppe Geraci”. Considerato che il nome Pipilitana nulla dice ne ricorda alcuna tradizione. Considerato che il maestro Giuseppe Geraci insigne cultore dell’arte musicale seppe creare fra i suoi numerosi allievi dei valorosi pianisti, e siccome egli aveva la sua abitazione in quella piazzetta, bene ha fato l’amministrazione a portare in esame onde ricordare il nome di lui in quella piazza in cui nacque e morì. Il Consiglio sulla detta proposta della Amministrazione per alzata di mano ed a voti unanimi, 16 sui 16 consiglieri presenti e votanti, delibera di cambiarsi l’attuale denominazione di Piazzetta Pipilitana in Piazzetta Giuseppe Geraci».

Nel 1924 quindi, secondo gli esperti della toponomastica, quel nome di “chianu Pipiritana” a nulla di storico o di tradizionale richiamava; per cui né vecchie prostitute né “sampugni”! Si passò quindi dalla miseria del più antico mestiere del mondo, alla nobiltà d’arte di un musicista termitano; anzi due. Infatti, oltre che al Giuseppe citato nel verbale, in tempi successivi l’allora sindaco Enzo Giunta, su suggerimento del compianto Giuseppe Catanzaro, volle rendere omaggio anche al fratello Bernardo, pure lui grande compositore, aggiungendolo nella denominazione.
E proprio su Bernardo Geraci si è di recente accentrata l’attenzione dell’amico Giuseppe Ognibene che, grazie anche alla sua esperienza di musicista, lo ritiene ben superiore al fratello; e riporta, tra l’altro, di come in una raccolta pubblicata dalla Casa Ricordi, si ritrovi proprio un’opera del nostro Bernardo Geraci inserita tra quelle di altri insigni musicisti internazionali fra cui il pianista ungherese Franz Liszt. Bernardo Agostino Salvatore Geraci, questo il suo nome completo, era nato qui a Termini Imerese alle ore 22 d’Italia del 16 gennaio 1825. La madre si chiamava Ignazia Spicuzza e il padre, tale Don Onofrio Geraci che alla sua nascita aveva 43 anni, faceva di professione il trafficante; ovvero gestiva una qualche attività commerciale.
La famiglia dei Geraci doveva essere particolarmente conosciuta; vi apparteneva infatti anche un sacerdote, fratello del padre di Bernardo, che sicuramente aveva sostenuto le aspirazioni musicali dei due nipoti. Bernardo Geraci di cui purtroppo a Termini pochi sanno, fu uno dei più importanti compositori italiani dell’ottocento. Di lui si ricordano “Marcia militare” opera per pianoforte del 1866; “Dimmi se m’ami” divertimento elegante per pianoforte del 1868; “L’eleganza”, capriccio per pianoforte 1869; “Bismark”, polka di concerto per pianoforte, e ancora tante partiture di musica sacra tra cui diversi brani dedicati alla Madonna.
Tornando al nostro “chianu Pipiritanu”, come ancora viene chiamato dai termitani, possiamo dire che è oggi un posto decoroso e suggestivo. Qualche solerte residente ha infatti pensato di abbellirlo con fiori e allestimenti colorati che ne rendono gradevole la vista. Sono gesti di cura che ogni buon cittadino dovrebbe fare; iniziando ovviamente dalla prima e fondamentale regola del vivere civile ovvero “NON SPORCARE” !
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