Secondo il Sicet Cisl Sicilia, “il dramma della povertà purtroppo riguarda il 38% della popolazione siciliana contro il 22% del Centro ed il 17,8 del Nord. L’emergenza abitativa, dovuta dalla mancanza di case a canone sostenibile ed alla mancanza di case popolari, ha fatto aumentare sempre di più il crescente numero di sfratti e tra questi, quelli per morosità incolpevole, il sovraffollamento e la sempre più diffusa coabitazione di più nuclei familiari”. Situazione che si è aggravata in questi ultimi anni, in particolare a Palermo, Catania e Messina, ma anche nelle città minori e nelle loro zone periferiche, dove stanno confluendo in modo sempre più crescente e numeroso, strati di popolazione povera, alla ricerca di una casa a canone più accessibile, creando forti ghettizzazioni e precarie condizioni sociali di vita. “Nella nostra regione – ha aggiunto Ferro – occorre un serio intervento infrastrutturale collegato ad un piano di edilizia abitativa, basato sulla ristrutturazione e sulla riqualificazione del territorio, ma anche sulla costruzione di nuovi alloggi popolari, utilizzando edifici abbandonati, aree dismesse e non nuove aree, come nel passato creando dei quartieri – dormitorio.
L’attuazione di una vera politica infrastrutturale ed abitativa è la precondizione essenziale per mettere in moto il volano dello sviluppo. Siamo dell’idea che bisogna vigilare sui fondi destinati dal PNRR a cominciare dallo stanziamento di 2,9 miliardi di euro a livello nazionale per i Piani Urbani Integrati, dedicati alle periferie delle città metropolitane in particolare alla Rigenerazione Urbana e all’housing sociale, provvedimento che in Sicilia riguarda le nostre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina”.
Nei giorni scorsi ha affermato il segretario regionale del Sicet è stato pubblicato il bando per l’integrazione all’affitto (stanziati 16 mln euro) e sarà possibile presentare le domande dal 21 febbraio al 21 aprile. Ferro ha poi concluso “Serve un patto di fine legislatura che metta al centro la politica del lavoro e una seria politica per la casa, finalizzata ad aumentare il patrimonio abitativo pubblico ed alla realizzazione di infrastrutture; una nuova gestione urbanistica delle città, dei centri storici, dei quartieri periferici degradati, basata sulla tutela ambientale, sull’ efficienza energetica e soprattutto sul rispetto del territorio, spesse volte completamente deturpato, con gravi episodi di disastri idrogeologici, dove al centro di tutte le scelte c’è l’uomo.



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