Un sistema collaudato, una “corsia preferenziale” in ospedale e decine di falsi sinistri per svuotare le casse delle assicurazioni. I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno notificato cinque avvisi di interrogatorio preventivo (ex art. 291 c.p.p.) nei confronti di altrettanti indagati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, falsità ideologica e frode assicurativa.
Il cuore del sistema: traumi reali per incidenti fantasma
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha svelato un meccanismo tanto semplice quanto efficace. Il sodalizio non inventava le lesioni, ma le “trasferiva” da un contesto all’altro.
I soggetti che riportavano traumi reali — avvenuti in casa, sul lavoro o durante l’attività sportiva — venivano reclutati dall’organizzazione. Invece di dichiarare la verità, questi si presentavano al pronto soccorso utilizzando documenti d’identità di terze persone (i finti danneggiati dei sinistri stradali mai avvenuti).
Il ruolo dei “complici” in corsia
Il sodalizio poteva contare su una struttura ben definita:
Un medico di pronto soccorso: Garantiva tempi d’attesa fulminei (pochi minuti) e l’accesso immediato a radiografie ed esami specialistici.
Un operatore socio-sanitario (O.S.S.): Parte integrante della catena logistica interna all’ospedale.
Un titolare di agenzia di pratiche auto: Esperto nella gestione burocratica dei risarcimenti.
Due “faccendieri”: I motori operativi dell’organizzazione, dediti a pianificare le dinamiche dei finti incidenti.
Il modus operandi: Grazie alla complicità del medico, venivano effettuate radiografie a ripetizione sugli stessi soggetti infortunati, registrandoli però ogni volta con generalità diverse. Queste certificazioni sanitarie artefatte venivano poi inviate alle compagnie assicurative per incassare i premi.
I numeri della frode
Solo nel biennio 2023-2024, il gruppo avrebbe sottratto alle compagnie assicurative oltre 110.000 euro. Gli inquirenti hanno posto sotto la lente d’ingrandimento centinaia di accertamenti sanitari, sospettando che il volume d’affari possa essere persino superiore.


