Un episodio increscioso avvenuto in piena notte nei pressi della “Crucidda” di Montemaggiore Belsito ha riacceso il dibattito sulla responsabilità genitoriale e sul disagio giovanile. A denunciare l’accaduto con una profonda riflessione affidata ai social network è stato Lino Scaccia, docente di Religione, che ha raccontato quanto vissuto intorno alle due del mattino.
Bestemmie e video sui social: l’episodio alla “Crucidda”
Secondo quanto riportato dal docente, un gruppo di ragazzi non identificati si è trattenuto nella zona panoramica per circa un’ora, trasformando un luogo simbolo del paese nel teatro di un’esibizione volgare e provocatoria.
«Fb mi chiede a cosa sto pensando… alle 2 di notte…» esordisce Scaccia nel suo post, raccontando di aver ascoltato un giovane agire «‘per fare aura’, fiero nella sua fierezza da finto leader».
Il gruppo avrebbe intonato e ripetuto bestemmie contro Dio e la Madonna, spinto dalla volontà di girare un video:
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Altri membri della comitiva invitavano a ripetere le offese «non una, ma decine di volte»;
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Venivano suggeriti «sacramenti, comandamenti o quant’altro da profanare volgarmente».
L’appello alle famiglie: “Dormite pure sonni tranquilli”
Nel suo intervento, il professore sceglie di non scagliarsi direttamente contro i giovani, ma rivolge un’amara riflessione agli adulti e ai genitori, del tutto ignari dell’uscita notturna dei propri figli.
«Sto pensando non a loro, ma alle loro famiglie, ai loro genitori che tranquilli dormono nei loro letti, mentre i loro figli, ben cresciuti e pasciuti, vanno in giro, a piedi, salendo fino alla Croce a divertirsi bestemmiando… dormite pure sonni tranquilli cari papà e mamme…»
Scaccia sottolinea come questi ragazzi «purtroppo non capiscono evidentemente la gravità di ciò che fanno e dicono… o che, se lo capiscono, forse hanno qualche cosa ancora da imparare da noi adulti!».
Emergenza educativa e ferita alla comunità
Il gesto colpisce profondamente la comunità locale poiché indirizzato contro un luogo altamente simbolico: la Croce che sovrasta l’abitato di Montemaggiore Belsito, mai prima d’ora coinvolta in simili episodi.
«Mai mi era capitato di ascoltare qualcosa del genere… e mai avrei lontanamente pensato che potesse accadere attorno a quella Croce, che sovrasta benedicente il nostro paese, violata e profanata da chi non ha avuto alcun rispetto per sé e per la comunità in cui è cresciuto! Quanta amarezza!!!»
Il docente esprime preoccupazione affinché non si debba attendere l’irreparabile per intervenire, parlando di «lacrime amare di una comunità intera che non ha saputo accorgersi del disagio giovanile e dell’emergenza educativa che da anni ci provoca e ci chiede conto!».


