Termini Imerese, un’operazione di ampia portata a tutela dell’ambiente è stata condotta questa mattina lungo la fascia costiera di Termini Imerese, dove il personale militare della Guardia Costiera, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito il sequestro probatorio di un’estesa area industriale di oltre 30.000 metri quadrati.
Il sito, che comprende vaste superfici scoperte e diversi capannoni, si trova in una zona di particolare rilevanza ambientale, a ridosso del litorale, ed è riconducibile a un ex cantiere nautico ormai dismesso da tempo. Proprio lo stato di abbandono avrebbe favorito, secondo quanto emerso dalle indagini, un utilizzo illecito dell’area come deposito di rifiuti.
L’intervento rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nei mesi scorsi, durante la quale i militari hanno effettuato sopralluoghi, rilievi tecnici e accertamenti documentali. Le verifiche hanno consentito di individuare numerose violazioni della normativa ambientale prevista dal Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale).
In particolare, all’interno del sito sarebbero stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti abbandonati e depositati in modo incontrollato. Tra i materiali individuati figurano inerti, solventi chimici, vernici, residui di vetroresina e scarti provenienti da lavorazioni tipiche del settore nautico, elementi che, se non correttamente gestiti, possono determinare gravi forme di contaminazione. Per questo motivo, nei prossimi giorni saranno avviate analisi tecniche, con il coinvolgimento dell’ARPA di Palermo,
finalizzate a caratterizzare con precisione la tipologia dei rifiuti presenti e a valutare l’eventuale presenza di inquinanti.
L’obiettivo è accertare il livello di rischio ambientale e predisporre eventuali interventi
di bonifica o messa in sicurezza dell’area, qualora si rendessero necessari.
Questi tipi di reati rappresentano una minaccia concreta e duratura per l’ecosistema, con possibili conseguenze sia per l’ambiente terrestre sia per quello marino.
L’abbandono e la gestione illecita dei rifiuti, infatti, possono provocare danni progressivi e difficilmente reversibili nel tempo.
Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera ha ribadito il proprio impegno costante nella tutela ambientale, attraverso attività di controllo, prevenzione e repressione degli illeciti. In particolare, prosegue senza sosta l’azione di contrasto ai traffici illegali e allo smaltimento non autorizzato di rifiuti, fenomeni che continuano a rappresentare una delle principali criticità per la salvaguardia del territorio e del mare.


